sabato 5 aprile 2014

Note Sparse Inizio Aprile 2014


Dungu, lunedì 31 marzo

Da ieri abbiamo lo stesso fuso orario che in Italia.

Domani, martedì, andrò nella mattinata all'ufficio diocesano Pace-Giustizia per usare il collegamento internet e telefonare anche a mia madre novantenne. Forse riusciremo a vederci per qualche minuto. 

Abbiamo alla domenica due Messe. Ieri dopo la seconda Messa è venuta a farmi visita una donna dall'aria sciupata. E’ vedova e ha messo al mondo 11 figli. Era venuta accompagnata dalla figlia Mikaypay di 19 anni iscritta al quarto anno delle scuole secondarie. Lei è la decima. Due figli sono morti. La figlia presenta dei disturbi da sonnambula. Almeno due volte al mese si alza di notte e fa cose banali come se fosse giorno. Sua madre mi chiedeva di pregare per lei perché la credeva posseduta ma l’ho rasserenata aiutandola a capire il caso. Comunque abbiamo pregato insieme nel mio ufficio per la sua guarigione e poi rassicurato che noi comunità l’avremmo aiutata a pagare le spese scolastiche completamente a carico della figlia. La figlia deve ogni trimestre procurare alla scuola 30$=27€ per avere diritto alle lezioni. Il papà era deceduto tanti anni fa e la figlia vuole a tutti i costi raggiungere il diploma di contabile commerciale. Lo stress aveva alterato la sua salute. Ci sono tanti casi simili di alunni e studenti che devono fare i salti mortali per pagarsi la scuola. Ciò fa male al cuore e provo solo impotenza. 

Venerdì 4 aprile

Piove. Non è possibile organizzare la Via Crucis nel quartiere. Stamani ho incontrato il direttore del complesso scolastico San Kizito della cattedrale. Mi presterà il libro col programma ministeriale per organizzare la scuola materna Namboli, (= Madre di Dio) parrocchiale. Si tratta di un’opera nuova che le suore africane gestiranno e con essa avranno non solo occasione di avvicinare le mamme e aiutare i bambini ma pure un sostegno economico importante al convento. I genitori che non possono contribuire con soldi al sostegno della scuoletta, potranno contraccambiare offrendo lavoro manuale nel campo della parrocchia. Vogliamo per sette anni –tempo utile per fare crescere le piante da frutto- assicurare il salario delle insegnanti,quattro,di cui tre suore, con un aiuto dall'estero. Siamo alla ricerca di circa 5000€. Contiamo cominciare l’attività a settembre. Non solo ci sono i bambini ma tante giovani donne sono analfabete Contiamo al più presto cominciare due corsi pomeridiani con cadenza bisettimanale per donne per aiutarle a raggiungere il diploma di scuola primaria. Prevediamo 1000€ di aiuto esterno. L’alfabetizzazione le aiuterà a liberarsi da tante paure ancestrali e acquistare sicurezza sociale e dignità. La donna ha un grande ruolo in famiglia. Ora molte ragazze cadono incinte ancora nella pubertà per mancanza di educazione familiare e scolastica.


mercoledì 12 febbraio 2014

Note Sparse



Mattinata di formazione con pranzo

26 gennaio 2014
Dungu, tante bici in parrocchia

27 gennaio 2014
Si versa l'acido in una nuova batteria per offire la luce al dispensario

29 gennaio 2014
Dungu, Fratel Miguel con Kino, elettricista della parrocchia

29 gennaio 2014
Mamma Christine, dopo avere messo ordine in chiesa, va al mercato

5 febbraio 2014
Vaccinazione antitetanica delle donne incinte

7 febbraio 2014
Mamme fanno un gesto gratuito di pulizia intorno ad un edificio della parrocchia

10 febbraio 2014
Il nostro matto del quartiere, papà Bakotè, in un momento buono chiude la porta

Conferenza sui Diritti Civili della comunità parrocchiale


martedì 21 gennaio 2014

Note Sparse


Dungu, domenica dell’Epifania, 5 gennaio 2014 22:30

Oggi sono andato a visitare a sorpresa una piccola comunità cristiana a pochi km dal centro parrocchiale, cioè 6 km.

C’erano poche persone. Forse una trentina. La chiesetta era proprio fatiscente, desolante. Vogliono costruire un edificio di culto in mattoni cotti ed avere l’aiuto della parrocchia per il tetto. 

Ho sottolineato che non c’è motivo di non curare la costruzione attuale in paglia e fango della chiesetta. Ci vorranno almeno due anni per arrivare al tetto. Devono avere cura del luogo di preghiera nonostante sia provvisorio. Erano contenti di incontrarmi e vedere la faccia del nuovo parroco. Sì sono il loro nuovo parroco ma non proprio. Vent’anni fa ero stato tra loro per due anni come parroco. Allora ero proprio giovane e avevo 38 anni. Sotto un albero di manghi ancora non visibili mi avevano fatto sedere assieme a Michelange, confratello spagnolo, consigliere tecnico. Dopo un’ora dall’arrivo ed avere visitato il piccolo forno di mattoni e il piccolo mucchio di pietre rosse abbiamo cominciato la santa messa. I rumori del vicino mercatino del villaggio erano aumentati. Ma non ci hanno disturbato tanto. 
Al mercato vanno tutte le religioni e chi non è interessato alla preghiera. Un telone dell’assistenza UN era sopra il mio capo. Chissà perchè ma un sonno e male agli occhi mi assalirono questa mattinata. Forse perchè avevo dormito poco. Lungo la strada – essendo andati in macchina – abbiamo preso su una bambinetta del quartiere che portava a casa e sulla testa un sacco pesante di viveri. Tanti si spostano a piedi per km e rari sono quelli che ci chiedono di salire in auto. Lei non la conoscevamo ma abbiamo preso l’iniziativa di fermarci e offrirle un passaggio. Era proprio abitante del nostro quartiere. Se viaggiassi solo prenderei la motocross ma ero con un confratello che ha anche problemi di salute.

Bamokandi, sorvolando la parrocchia

Dungu dall'aereo

Coppie sposate in ritiro dopo Natale, tema il dialogo

Barbiere a ore perse.
Padre Eliseo, padre provinciale, in visita


sabato 4 gennaio 2014

Note Sparse Dopo Il 19 Dicembre 2013


Natale ore 17:00

E’ da una settimana che non scrivo. Mi fa ancora male la schiena e non solo ma anche un po’ la gamba sinistra. E’ un inizio di sciatica. Domenica 22 ero andato lontano 45 km al villaggio piu’ lontano di nome Taduru. Là la mia schiena ha sofferto le scosse del percorso. Ho fatto male lasciare guidare al collaboratore e stare seduto dietro. Al ritorno avevo guidato io. Troppo tardi. Quegli ultimi 20 km sono in zona frequentata da ribelli ugandesi LRA. E se li avessi incontrati? Vestono come i nostri soldati congolesi. Ma hanno spesso capigliature arruffate. Il mio collaboratore mi disse: viaggiamo in nome di Dio. Ci proteggerà. Eravamo sereni e pronti a guardarli bene in faccia come fratelli e non come nemici. Da tempo non si sente parlare di uccisioni o torture ma di rari saccheggi e rapimenti a scopo di trasportare la refurtiva al loro seguito. Nel villaggio ho trovato tantissime casette costruite vicinissime per scopo difensivo. E’ loro costume invece costruire abitazioni molto lontane tra loro, avendo loro molto spazio. Un adulto del paese però mi diceva che se una capanna avesse preso fuoco sarebbe stato tutto il villaggio distrutto. Mi è stato facile visitare quattro anziani allettati e dare loro l’Eucarestia oltre al sacramento del perdono. Ho dovuto ricorrere al traduttore in lingua zande perché erano persone non scolarizzate e 100% zande. Fuori casa cammino con scarpe chiuse e pantaloni lunghi. La polvere è ora tanta. Sono diffuse ora le zecche della sabbia. Le condizioni igieniche erano piuttosto precarie. Sia la capanna che il letto o la sedia erano in qualche modo ancora agibili. La mia visita era molto apprezzata. Infondevo coraggio e fiducia in Dio amore nonostante la loro indigenza. 

E’ il tempo della secca, non piove da un mese. 

La gente lascia le capre libere di circolare per il quartiere in cerca di cibo. Esse amano i dintorni della parrocchia per ritrovarsi. Le loro grida prendono il posto di quelle dei bambini ritiratisi per mangiare. 

Un bambino stamani mangiava della canna da zucchero e gettava per terra la scorza tolta coi denti. E’ stato bravo; al mio primo richiamo al galateo e alla nobiltà della piazza si è piegato a raccogliere i pezzi e a gettarli a 10 m dove c’era una buca. Lui era vestito bene e in compagnia di altri compagni vicino alla chiesa. 

Oggi dopo la messa prima delle 6,30 sono stato molto tempo nei dintorni della chiesa in contatto di altri che custodivano le bici di quelli dentro intenti a pregare. Una bici aveva una catena che ne bloccava tre. Un giovane prete diocesano Jeanmarie celebrava la seconda e aveva anche da battezzare undici bebè. Che disordine in ufficio parrocchiale. La tavola era una montagna di carte e di registri d’archivio. E’ da tempo che nessun confratello se ne interessa ma lascia fare all'assistente parrocchiale che è pure bravo in tante cose. Dentro di me ne ero irritato. Mentre in sacrestia c’erano vestiti dappertutto e profumo umano. Sono da poco arrivato. Devo avere pazienza. Stasera noi comunità comboniana, preti e non ceneremo con le suore congolesi che sono cinque abbastanza giovani. Collaboreremo portando delle birre e succhi di frutta. Cosi stiamo insieme un po’ e festeggiamo il Natale. Sarebbe stato pure bello prevedere la preghiera dei vespri insieme. Ci accontenteremo di un canto prima di sederci alla tavola. 

CAPODANNO 2014, mercoledì 21:30

Stasera le suore domenicane caterinette ci hanno ricambiato la visita. Ieri l’altro, lunedì pomeriggio siamo stati due ore insieme a riflettere e scambiare esperienze e opinioni su come animare la nostra comunità parrocchiale Namboli (= madre di Dio). Loro sono cinque e 4 su 5 giovani. La corale è il gruppo più vivace e frequentato dai giovani e adolescenti. Questa mattina siamo stati allietati dalla visita del vescovo Richard che ha presieduto l’unica messa e ha fatto colazione con noi. La celebrazione è durata tre ore, dalle 7h alle 10h. Alcuni canti non meritano: troppo lunghi e ripetitivi. I cristiani erano numerosi. Abbiamo raccolto la somma del valore di 78 € e un po’ di prodotti della terra, come riso, fagioli piccoli e 3 mani di banane. Mentre una domenica normale si raccoglie non più di 40€. La gente deve imparare a collaborare di più perché può dare di più. L’entrata economica parrocchiale è solo domenicale ed è misera. La domenica di Natale è stata eccezionale: 230€. Dal lunedì sera fino a domani mattina siamo allietati dalla visita del confratello Eliseo Tacchella; non è più padre provinciale dalla mezzanotte. E proprio qui da noi si è ammalato di malaria. Domani partirà comunque e ritorna alla capitale, molto lontana: 2000 km. Oggi: niente microfoni in chiesa; i giovani toccando i fili precari dei loro box audio avevano provocato un cortocircuito della corrente a 12 volt. C’è da cercare un altro fusibile!!
CAPODANNO. Ieri sera abbiamo fatto una celebrazione della parola al pomeriggio per ringraziare Dio della vita avuta e chiedergli perdono dei gesti di non amore e chiedergli aiuto ad essere migliori. Eravamo circa quaranta persone. Mentre la notte noi religiosi/e e preti diocesani ci siamo trovati intorno al vescovo a salutare la notte di San Silvestro. Cosi ho avuto il piacere di salutare tante persone, alcune delle quali ben conosciute.


venerdì 20 dicembre 2013

Note Sparse


Dungu, martedì 17 dicembre; 21:30

E’ la stagione della secca. Fa fresco. E’ già l’alba. Stamani alle 5,45 ho visto suonare il tamburo dalla pancia in legno. E’ solenne. Fanno seguito due campanelle. Intanto in chiesa noi confratelli: Luis del Guatemala, Miguel non sacerdote della Spagna e io recitavamo la preghiera del mattino alla luce di una piccola lampada di batteria. Subito dopo di noi ho visto i nostri collaboratori parrocchiali: Severin, JeanMarie e Venance si sono messi a recitare insieme delle preghiere in lingala. Era bello vedere anche loro uniti nella preghiera dei salmi. A distanza li ascoltavo e continuavo a pregare anch'io ma in silenzio.

Sia ieri, lunedì che oggi martedì arrivavano per la Messa i bambini- un ottantina-per poi partecipare alla lezione del catechismo di 45’ e quindi passare alla scuola delle ore 8. Faceva fresco, circa 18°. C’era un crescendo di tosse di bambini poco coperti e malvestiti. Mentre io avevo un maglione e calzini ai piedi. Facevano compassione. Era bello vederli. Erano contenti di esserci. Natale si avvicina.

Mercoledì, 18 dicembre 13; 22:40

Oggi al mattino sono stato la mattinata coi collaboratori parrocchiali chiamati comunemente: catechisti. Venivano da tutto il territorio della parrocchia. Non è grande. La cappella più lontana è a 35 km. Eravamo in sala una ventina. Era soprattutto dispiaciuti che abbia loro detto che i Comboniani si ritirino dalla parrocchia l’anno prossimo. Li ho incoraggiati a guardarsi intorno e capire che si sono altre diocesi più povere vicine dove presto andrò anch'io. Al pomeriggio mi sono recato in chiesa per stare un poco col gruppo giovanile dei “carismatici”. Mi ha colpito il volto di una giovane donna di forse 28 anni. Aveva un fisico slanciato ma un volto sfigurato. Era stata vittima delle violenza dei ribelli LRA. Le mancava il padiglione di un orecchio, i bordi delle labbra e aveva altre cicatrici in faccia ben evidenti sulla pelle nera. Non sono lontano da loro. Speriamo bene. Apprendo che si limitano a fare saccheggi e rapire gente per trasportare il bottino. Natale è vicino. Le forze ONU cominciano domani a dispiegarsi sul territorio per due settimane per assicurare la calma durante le feste natalizie e di Capodanno. Domani andrò a salutare il vescovo che sta in questa cittadina di forse 35000 abitanti. E’ una settimana che sono arrivato qui. 

Giovedì, 19; 20:45

Questa mattina mentre padre Luis e io pensavamo di andare a visitare il vescovo, Mgr Richard, eccocelo arrivare in casa verso le 10h e stare con noi tre per ben due ore. E’ stato un bel incontro. Un suo grande dispiacere sarebbe che i Comboniani lascino la parrocchia prima di cinque anni!! La diocesi perderebbe un valido appoggio. E’ in atto tra i Comboniani un progetto di riduzione delle comunità in Congo. Chissà se resterò qui un anno o più! Ormai è Natale. Questa domenica andrò a visitare il villaggio più lontano mentre a Natale resterò al Centro. Nessun segno esteriore marca la festa che si avvicina. Mentre in Europa musica e colori fanno danzare i sentimenti. Ho regalato al vescovo una candela rossa tipica per fare la corona di Avvento ma in Europa. Ne avevo portate alcune per animare le celebrazioni di due delle nostre parrocchie, quella di Isiro e la mia nuova. Ma ormai non ho più il tempo per farlo. Sono arrivato solo qualche giorno fa e mi trovo un po' disorientato.

Comunità parrocchiale di Dungu


lunedì 16 dicembre 2013

Eccomi di nuovo in Africa in Congo RD


Città di Dungu, venerdì 13-12-13:23

Quanto tempo è passato dal lontano lunedì 12 agosto quando lasciai la città di Isiro per andare in vacanza in Italia. Sono arrivato ieri verso mezzogiorno locale. In compagnia di un pilota americano protestante. L’aereo, un caravelle di 12 posti portava un carico non di persone ma di fili di ferro per fare il cemento armato in una stazione missionaria protestante, ancora lontano 250 km a Doruma (Banda). Era il quarto aereo che cambiavo in tre giorni e mezzo di viaggio passando per Istambul e Kampala e Bunia, città congolese di 300.000 abitanti alla frontiera. Ho dovuto subire tanti controlli e non sempre simpatici. Ma ogni tanto mi dicevo: Gesù aiutami a vedere in loro delle persone da amare. Quasi tutto è andato secondo il programma. Non dovevo sbarcare subito nella mia nuova comunità di destinazione ma passare per la città di Isiro e consegnare alcuni pacchetti importanti e prendere altre cose dalla mia vecchia stanza. Mi avevano detto che non c’erano aerei per una settimana.

Un canto diceva... partire è un po' morire... è vero. Costa lasciare un mondo di sicurezze e di affetti e affrontare un altro mondo dove l'incertezza è tanta. Oramai è Natale. Possiamo sempre nel nostro cuore dire: Vieni Signore Gesù.

Il mio tempo in Italia è passato in fretta. Sono stato molto vicino a mia madre che in ottobre aveva festeggiato 90 anni. Molti sabati, giorno libero della signora Elena, badante di mia madre, sono stato volentieri in casa ad assisterla. Con lei ho pregato il rosario davanti alla TV Sat 2000, in diretta da Lourdes oppure pregato la Santa Messa in diretta da una chiesa italiana come Pompei, Roma o Castelgandolfo. Più volte mentre le persone ricevevano l’Eucarestia consegnavo pure io questa a mia madre. Più volte restavo al capezzale di mia madre qualche minuto una volta andata a letto al pomeriggio o la sera.

Eccomi ora in compagnia di fratel Michelange, spagnolo e padre Luis del Guatemala. Un piccolo nugolo di persone ho già potuto incontrare e pure con esso un po' pregare davanti a Gesù eucarestia esposto da uno di loro per un’ora sull'altare della bella chiesetta a forma esagonale e dipinta con colori forti africani. Mi sento abbastanza anche qui a casa mia, in patria. Le lingue lingala e francese mi sono familiari e lo stile di vita è molto semplice. Non c’è acqua corrente, non c’è elettricità mentre il telefono è solo per cellulare. Non c’è frigorifero ma un congelatore alimentato da pannelli fotovoltaici. Non va sotto zero e in esso ci permettiamo di conservare i vaccini del dispensario di fronte.