sabato 4 gennaio 2014

Note Sparse Dopo Il 19 Dicembre 2013


Natale ore 17:00

E’ da una settimana che non scrivo. Mi fa ancora male la schiena e non solo ma anche un po’ la gamba sinistra. E’ un inizio di sciatica. Domenica 22 ero andato lontano 45 km al villaggio piu’ lontano di nome Taduru. Là la mia schiena ha sofferto le scosse del percorso. Ho fatto male lasciare guidare al collaboratore e stare seduto dietro. Al ritorno avevo guidato io. Troppo tardi. Quegli ultimi 20 km sono in zona frequentata da ribelli ugandesi LRA. E se li avessi incontrati? Vestono come i nostri soldati congolesi. Ma hanno spesso capigliature arruffate. Il mio collaboratore mi disse: viaggiamo in nome di Dio. Ci proteggerà. Eravamo sereni e pronti a guardarli bene in faccia come fratelli e non come nemici. Da tempo non si sente parlare di uccisioni o torture ma di rari saccheggi e rapimenti a scopo di trasportare la refurtiva al loro seguito. Nel villaggio ho trovato tantissime casette costruite vicinissime per scopo difensivo. E’ loro costume invece costruire abitazioni molto lontane tra loro, avendo loro molto spazio. Un adulto del paese però mi diceva che se una capanna avesse preso fuoco sarebbe stato tutto il villaggio distrutto. Mi è stato facile visitare quattro anziani allettati e dare loro l’Eucarestia oltre al sacramento del perdono. Ho dovuto ricorrere al traduttore in lingua zande perché erano persone non scolarizzate e 100% zande. Fuori casa cammino con scarpe chiuse e pantaloni lunghi. La polvere è ora tanta. Sono diffuse ora le zecche della sabbia. Le condizioni igieniche erano piuttosto precarie. Sia la capanna che il letto o la sedia erano in qualche modo ancora agibili. La mia visita era molto apprezzata. Infondevo coraggio e fiducia in Dio amore nonostante la loro indigenza. 

E’ il tempo della secca, non piove da un mese. 

La gente lascia le capre libere di circolare per il quartiere in cerca di cibo. Esse amano i dintorni della parrocchia per ritrovarsi. Le loro grida prendono il posto di quelle dei bambini ritiratisi per mangiare. 

Un bambino stamani mangiava della canna da zucchero e gettava per terra la scorza tolta coi denti. E’ stato bravo; al mio primo richiamo al galateo e alla nobiltà della piazza si è piegato a raccogliere i pezzi e a gettarli a 10 m dove c’era una buca. Lui era vestito bene e in compagnia di altri compagni vicino alla chiesa. 

Oggi dopo la messa prima delle 6,30 sono stato molto tempo nei dintorni della chiesa in contatto di altri che custodivano le bici di quelli dentro intenti a pregare. Una bici aveva una catena che ne bloccava tre. Un giovane prete diocesano Jeanmarie celebrava la seconda e aveva anche da battezzare undici bebè. Che disordine in ufficio parrocchiale. La tavola era una montagna di carte e di registri d’archivio. E’ da tempo che nessun confratello se ne interessa ma lascia fare all'assistente parrocchiale che è pure bravo in tante cose. Dentro di me ne ero irritato. Mentre in sacrestia c’erano vestiti dappertutto e profumo umano. Sono da poco arrivato. Devo avere pazienza. Stasera noi comunità comboniana, preti e non ceneremo con le suore congolesi che sono cinque abbastanza giovani. Collaboreremo portando delle birre e succhi di frutta. Cosi stiamo insieme un po’ e festeggiamo il Natale. Sarebbe stato pure bello prevedere la preghiera dei vespri insieme. Ci accontenteremo di un canto prima di sederci alla tavola. 

CAPODANNO 2014, mercoledì 21:30

Stasera le suore domenicane caterinette ci hanno ricambiato la visita. Ieri l’altro, lunedì pomeriggio siamo stati due ore insieme a riflettere e scambiare esperienze e opinioni su come animare la nostra comunità parrocchiale Namboli (= madre di Dio). Loro sono cinque e 4 su 5 giovani. La corale è il gruppo più vivace e frequentato dai giovani e adolescenti. Questa mattina siamo stati allietati dalla visita del vescovo Richard che ha presieduto l’unica messa e ha fatto colazione con noi. La celebrazione è durata tre ore, dalle 7h alle 10h. Alcuni canti non meritano: troppo lunghi e ripetitivi. I cristiani erano numerosi. Abbiamo raccolto la somma del valore di 78 € e un po’ di prodotti della terra, come riso, fagioli piccoli e 3 mani di banane. Mentre una domenica normale si raccoglie non più di 40€. La gente deve imparare a collaborare di più perché può dare di più. L’entrata economica parrocchiale è solo domenicale ed è misera. La domenica di Natale è stata eccezionale: 230€. Dal lunedì sera fino a domani mattina siamo allietati dalla visita del confratello Eliseo Tacchella; non è più padre provinciale dalla mezzanotte. E proprio qui da noi si è ammalato di malaria. Domani partirà comunque e ritorna alla capitale, molto lontana: 2000 km. Oggi: niente microfoni in chiesa; i giovani toccando i fili precari dei loro box audio avevano provocato un cortocircuito della corrente a 12 volt. C’è da cercare un altro fusibile!!
CAPODANNO. Ieri sera abbiamo fatto una celebrazione della parola al pomeriggio per ringraziare Dio della vita avuta e chiedergli perdono dei gesti di non amore e chiedergli aiuto ad essere migliori. Eravamo circa quaranta persone. Mentre la notte noi religiosi/e e preti diocesani ci siamo trovati intorno al vescovo a salutare la notte di San Silvestro. Cosi ho avuto il piacere di salutare tante persone, alcune delle quali ben conosciute.


venerdì 20 dicembre 2013

Note Sparse


Dungu, martedì 17 dicembre; 21:30

E’ la stagione della secca. Fa fresco. E’ già l’alba. Stamani alle 5,45 ho visto suonare il tamburo dalla pancia in legno. E’ solenne. Fanno seguito due campanelle. Intanto in chiesa noi confratelli: Luis del Guatemala, Miguel non sacerdote della Spagna e io recitavamo la preghiera del mattino alla luce di una piccola lampada di batteria. Subito dopo di noi ho visto i nostri collaboratori parrocchiali: Severin, JeanMarie e Venance si sono messi a recitare insieme delle preghiere in lingala. Era bello vedere anche loro uniti nella preghiera dei salmi. A distanza li ascoltavo e continuavo a pregare anch'io ma in silenzio.

Sia ieri, lunedì che oggi martedì arrivavano per la Messa i bambini- un ottantina-per poi partecipare alla lezione del catechismo di 45’ e quindi passare alla scuola delle ore 8. Faceva fresco, circa 18°. C’era un crescendo di tosse di bambini poco coperti e malvestiti. Mentre io avevo un maglione e calzini ai piedi. Facevano compassione. Era bello vederli. Erano contenti di esserci. Natale si avvicina.

Mercoledì, 18 dicembre 13; 22:40

Oggi al mattino sono stato la mattinata coi collaboratori parrocchiali chiamati comunemente: catechisti. Venivano da tutto il territorio della parrocchia. Non è grande. La cappella più lontana è a 35 km. Eravamo in sala una ventina. Era soprattutto dispiaciuti che abbia loro detto che i Comboniani si ritirino dalla parrocchia l’anno prossimo. Li ho incoraggiati a guardarsi intorno e capire che si sono altre diocesi più povere vicine dove presto andrò anch'io. Al pomeriggio mi sono recato in chiesa per stare un poco col gruppo giovanile dei “carismatici”. Mi ha colpito il volto di una giovane donna di forse 28 anni. Aveva un fisico slanciato ma un volto sfigurato. Era stata vittima delle violenza dei ribelli LRA. Le mancava il padiglione di un orecchio, i bordi delle labbra e aveva altre cicatrici in faccia ben evidenti sulla pelle nera. Non sono lontano da loro. Speriamo bene. Apprendo che si limitano a fare saccheggi e rapire gente per trasportare il bottino. Natale è vicino. Le forze ONU cominciano domani a dispiegarsi sul territorio per due settimane per assicurare la calma durante le feste natalizie e di Capodanno. Domani andrò a salutare il vescovo che sta in questa cittadina di forse 35000 abitanti. E’ una settimana che sono arrivato qui. 

Giovedì, 19; 20:45

Questa mattina mentre padre Luis e io pensavamo di andare a visitare il vescovo, Mgr Richard, eccocelo arrivare in casa verso le 10h e stare con noi tre per ben due ore. E’ stato un bel incontro. Un suo grande dispiacere sarebbe che i Comboniani lascino la parrocchia prima di cinque anni!! La diocesi perderebbe un valido appoggio. E’ in atto tra i Comboniani un progetto di riduzione delle comunità in Congo. Chissà se resterò qui un anno o più! Ormai è Natale. Questa domenica andrò a visitare il villaggio più lontano mentre a Natale resterò al Centro. Nessun segno esteriore marca la festa che si avvicina. Mentre in Europa musica e colori fanno danzare i sentimenti. Ho regalato al vescovo una candela rossa tipica per fare la corona di Avvento ma in Europa. Ne avevo portate alcune per animare le celebrazioni di due delle nostre parrocchie, quella di Isiro e la mia nuova. Ma ormai non ho più il tempo per farlo. Sono arrivato solo qualche giorno fa e mi trovo un po' disorientato.

Comunità parrocchiale di Dungu


lunedì 16 dicembre 2013

Eccomi di nuovo in Africa in Congo RD


Città di Dungu, venerdì 13-12-13:23

Quanto tempo è passato dal lontano lunedì 12 agosto quando lasciai la città di Isiro per andare in vacanza in Italia. Sono arrivato ieri verso mezzogiorno locale. In compagnia di un pilota americano protestante. L’aereo, un caravelle di 12 posti portava un carico non di persone ma di fili di ferro per fare il cemento armato in una stazione missionaria protestante, ancora lontano 250 km a Doruma (Banda). Era il quarto aereo che cambiavo in tre giorni e mezzo di viaggio passando per Istambul e Kampala e Bunia, città congolese di 300.000 abitanti alla frontiera. Ho dovuto subire tanti controlli e non sempre simpatici. Ma ogni tanto mi dicevo: Gesù aiutami a vedere in loro delle persone da amare. Quasi tutto è andato secondo il programma. Non dovevo sbarcare subito nella mia nuova comunità di destinazione ma passare per la città di Isiro e consegnare alcuni pacchetti importanti e prendere altre cose dalla mia vecchia stanza. Mi avevano detto che non c’erano aerei per una settimana.

Un canto diceva... partire è un po' morire... è vero. Costa lasciare un mondo di sicurezze e di affetti e affrontare un altro mondo dove l'incertezza è tanta. Oramai è Natale. Possiamo sempre nel nostro cuore dire: Vieni Signore Gesù.

Il mio tempo in Italia è passato in fretta. Sono stato molto vicino a mia madre che in ottobre aveva festeggiato 90 anni. Molti sabati, giorno libero della signora Elena, badante di mia madre, sono stato volentieri in casa ad assisterla. Con lei ho pregato il rosario davanti alla TV Sat 2000, in diretta da Lourdes oppure pregato la Santa Messa in diretta da una chiesa italiana come Pompei, Roma o Castelgandolfo. Più volte mentre le persone ricevevano l’Eucarestia consegnavo pure io questa a mia madre. Più volte restavo al capezzale di mia madre qualche minuto una volta andata a letto al pomeriggio o la sera.

Eccomi ora in compagnia di fratel Michelange, spagnolo e padre Luis del Guatemala. Un piccolo nugolo di persone ho già potuto incontrare e pure con esso un po' pregare davanti a Gesù eucarestia esposto da uno di loro per un’ora sull'altare della bella chiesetta a forma esagonale e dipinta con colori forti africani. Mi sento abbastanza anche qui a casa mia, in patria. Le lingue lingala e francese mi sono familiari e lo stile di vita è molto semplice. Non c’è acqua corrente, non c’è elettricità mentre il telefono è solo per cellulare. Non c’è frigorifero ma un congelatore alimentato da pannelli fotovoltaici. Non va sotto zero e in esso ci permettiamo di conservare i vaccini del dispensario di fronte.

lunedì 29 luglio 2013

Note Sparse Giugno / Luglio 2013


Domenica, 16 giugno: mentre io ho celebrato due messe gli altri due confratelli erano in foresta a visitare altre comunità. I canti erano lunghi. In tutto le due messe sono durate 4h30. Erano in rito zairese abbastanza solenne. Alle 12 ho pranzato e poi sono andato a visitare un anziano moribondo assistito dall'unico suo figlio rimasto in vita. Il cortile era stato “strappato “ al corso d’acqua vicino. Il terreno era molto umido. Sia sua moglie che altri figli morirono prima, forse per sclerosi a placche. Giaceva su un lettino con una stuoia slabbrata e aveva una tela malandata per lenzuolo. Con fatica mi ha detto qualche parola. Ero seduto sul bordo di una sedia a sdraio piuttosto sporca. Non avevano altro per farmi sedere. Mi sono intrattenuto là 20’ e poi ho fatto ritorno alla parrocchia. 

Ieri il mio confratello Duilio, mi ha confidato di avere la scabbia al braccio sinistro. Molta gente soffre di scabbia. Lui ha l’abitudine di prendere in braccio i bambini e molti ce l’hanno. Il contagio è presto fatto.

Trasloco. Sia ieri sera ma specie oggi ho dato molto tempo per svuotare il mio ufficio-stanza. Entro la fine del mese deve essere pronta per accogliere il nuovo parroco mentre io andrò altrove. Alla fine del mese lo saprò. Ho dato la mia piena disponibilità per andare dove c’è più bisogno. Molti libri e altre cose che procurai alla comunità resteranno qui . Il cambiamento mi obbliga a distaccarmi da tante cosette care e anche abitudini acquisite. Delle relazioni vengono meno per cominciarne altre di nuove.

Credo che la Missione ha senso quando guardo la mia vita come un dono per la Chiesa. Questo dono va dove c’è bisogno. La vita -possiamo dire- è un cammino che si fa in compagnia di altre persone che non sono sempre le stesse.

Mercoledì 19: stamani dopo la Santa Messa delle 6h15 ho dato i sacramenti dell’iniziazione cristiana a due giovani handicappati mentali e fisici, Claude e Clementine. Le loro mamme e qualche altro li accompagnavano. Non ho seguito il rito di sempre programmato per della gente sana. Sono stato breve e sintetico. Vorremmo costruire una piccola struttura per accogliere gli handicappati del quartiere durante il giorno. Molti di loro sono quasi abbandonati dalla famiglia che si sente impotente a gestire il familiare molto bisognoso. Una donna anziana aveva preparato le due famiglie all'avvenimento di oggi. Era contenta più di tutti per avere riuscito a portare a termine la loro preparazione. Ci sono molti malati di epilessia.

Domenica 30 giugno: 21h45: la settimana passata fino a giovedì ero in foresta. Sono stato in safari sei giorni. Ho incontrato tante persone e qualche autorità civile. Ho fatto sentire loro l’unità della parrocchia nonostante la distanza dal centro. Ho sottolineato l’importanza della fedeltà agli incontri periodici del settore per mettere in comune la vita locale e camminare uniti. Ho visitato degli anziani che ormai non hanno più le energie per allontanarsi dal loro cortile. Tocca a noi sani stare più attenti a loro. Siamo alla fine dell’anno scolastico e già bisogna pensare al nuovo. Le vacanze scolastiche degli alunni non devono trasformarsi in vagabondaggio ma divenire un tempo di aiuto alla famiglia nella campagna. L’ultima notte è stata marcata da tanta pioggia. A fianco del mio letto pioveva dentro. Ho fatto ricorso ad un sacco di nylon per proteggere il mio corpo dalle gocce che rimbalzavano dalla terra al letto. Al mattino ho bevuto raramente del caffè. Ormai so stare a digiuno a lungo mentre al centro bevo spesso durante la giornata del tè o caffè. Raramente offrono della frutta mentre al centro sono spesso in refettorio a mangiare delle banane o papay. Nei villaggi non ho riposo pomeridiano mentre al centro alle ore 12h15 c’è l’abitudine della pausa pranzo e riposo. Comunque della sonnolenza mi prende. 

Domenica 14 luglio: 21h30; Mi sono lavato col secchio. Ora mi sento meglio. Il consiglio provinciale dei Comboniani in Congo è finito già da tre settimane e non so ancora quale sia la mia nuova destinazione. Il caro confratello, padre provinciale mi chiede di avere pazienza. Il suo “dialogo” con altri confratelli lo affatica… Ho cominciato ha dire apertamente la notizia del mio trasferimento. Ma preferibilmente non ne parlo. C’è chi mi cerca e insiste per avere un regalo-ricordo. 

Domenica 21 luglio: la mia destinazione non è ancora definita ma un pochino illuminata: andrò in una delle comunità della mia regione nordest. Per intanto posso decidere la “porta” d’uscita dal Paese: la frontiera ugandese. A Kampala prenderò l’aereo lungo percorso a destinazione dell’Europa. Oggi sono stato nel villaggio di Maika a 7 km. C’erano difficoltà d’intesa tra gli “anziani” della comunità. Dopo due ore d’incontro abbiamo cominciato la Messa. Alla fine ho annunciato il nome del nuovo catechista e del suo assistente. C’era soddisfazione in tutti per la ritrovata intesa e serenità. Verso le 14h abbiamo pranzato. Stretti in 4m2 abbiamo pranzato in 5,dentro una casettina: pollo e riso, pasta di manioca, salsa di manioca e banane crude cotte.

Giovedì 25 luglio: 22h26: ieri mattina alle 10h30 ho celebrato una messa in un cortile confinante con un acquitrino. Lui e lei avevano convissuto 40 anni senza pensare di benedire la loro unione. Ora lei, Elisée ha una macrofilaria. I suoi piedi sono diventati quelli di un elefante. Sono piagati e puzzolenti. Lui, Maurice, è diventato quasi cieco ad un occhio.. La piccola comunità del quartiere ha ben cantato e suonato. Un bel gruppo di giovani ha animato la messa e il post-messa. Anzi mi hanno offerto da mangiare fagioli e riso. Una pioggia torrenziale cominciò giusto dopo la messa. Due teloni di camion erano stati preparati ma erano pieni di buchi. L’acqua scorreva ai piedi e cadeva da sopra. Sono arrivato a casa bagnato. Tutti hanno avuto qualcosa da mangiare.

Domenica 28 luglio: 22h Oggi il vescovo ha intronizzato il nuovo parroco. Mentre io ho ricevuto un piccolo saluto di ringraziamento e un tessuto locale con l’immagine dalla santa locale Anuarite. Conto celebrare per l’ultima volta domenica prossima. La messa è stata solenne. Poi abbiamo preso la colazione alle 10h30. Alle 11,30 nel cortile della scuola contigua vari gruppi di preadolescenti e giovani si sono alternati con danze degli antenati e altri con musica attuale e testo di circostanza ci hanno intrattenuti. Tutti sono stati contenti. L’organizzazione è stata migliore del passato. Più tardi mi sono messo in stanza a fare ordine tra le mie cose da lasciare o portare via. Lascerò le mie cose in casa a Isiro non sapendo ancora la mia nuova destinazione. Sarà probabile che mi mandino di nuovo a Dungu a 215 km a est verso il Sudan in zona ELRA, zona rossa quanto alle mappe della sicurezza internazionale. Chi opera là, esercito e agenti internazionali riceve un salario elevato perché il rischio è maggiore.

Suore Domenicane

Maggio, Visitazione

Viva Fatima

Verso la Grotta

Benedizione alla Grotta di Fatima



lunedì 27 maggio 2013

Note Sparse


Domenica sera 14 aprile. In comunità in veranda la temperatura misurava 35° alle 16h. La visita al villaggio Sanzele, lontano 15 km, mi è pesata. Il calore e umidità erano tanti. Abbiamo terminato la messa alle 14h e poi sono andato a visitare tre cortili a portare I Sacramenti a degli anziani. Arrivato in comunità alle 16h mi sono riposato. Ho bevuto dell’acqua fresca con limone. Penso ad una bambina che ieri sera si è avvicinata a me per il Sacramento del perdono. Aveva delle ciabattine senza più il fondo della caviglia. Aveva messo i piedini nudi sul legno del banco, cosi me ne ero accorto. Toccava il suolo. Ho più che il necessario. Mi accorgo quanto privilegiato sono io. Mi trovo a gestire tanti beni e servizi. Mi domando come aiutare di più. I bisogni sono tanti. Aiutiamo già circa 250 alunni pagando le spese scolastiche principali. Non c’è nessuna scuola che sia totalmente gratuita.

Oggi martedì 16 aprile alle 15h30 nella nostra Grande Sala abbiamo avuto una conferenza tenuta da un infermiere dell’ospedale Siloé, fondato dall'associazione tedesca,San Rafael, per curare le malattie oculari della regione. Ci siamo messi d’accordo per una collaborazione nelle campagne approfittando delle visite pastorali di noi sacerdoti. Noi missionari siamo i primi animatori dello sviluppo integrale locale. Il Vangelo porta una mentalità nuova e quindi rompe la staticità locale con il suo fatalismo e le sue paure.

PRIMO MAGGIO: stamani ho celebrato una Messa nel cortile di un “Centro di ascolto”. La gente aveva impiegato quattro anni per costruire la piccola casetta e poi atteso tre anni per preparare una festicciola. Chiamano il loro centro, CEVB San Giuseppe. All'occasione ho parlato del valore positivo del lavoro umano e di ogni attività che hanno senso cristiano quando si guarda ogni azione per costruire il Regno di Dio e quindi quando si vive con la tensione di cercare il bene comune. C’erano grandi e piccoli, in tutto circa 200 persone. Avevano preparato la festa bene. C’erano anche rappresentanti di altre chiese del quartiere. I centri di ascolto sono nodi vitali della parrocchia. Consideriamo la parrocchia come un insieme di piccole comunità raccolte in settori. 

Mercoledì 15 maggio: stamani un bambino di forse 12 anni è venuto per la seconda volta in sette giorni a cercare la sua scheda di battesimo per essere accettato venerdì sera al nostro centro pastorale. Ci sarà il ritiro in vista del sacramento della Confermazione della domenica. Ogni volta si era fatto 16 km a piedi. Aveva i soldini pure pronti per l’iscrizione. Non si era dato pace finché non fosse stato chiaro d’essere accettato. 

Venerdì 17 maggio, 21h25: a 50m di distanza nel nostro centro pastorale dormono 180 preadolescenti e qualche adulto. Abbiamo distribuito delle stuoie, 28 materassini e disteso sul pavimento due grandi teloni usati per coprire le merci sui camion. Da lontano osservavo i preparativi per dormire. Una ragazzina si è servita delle ciabattine per appoggiare la testa. Ma essendo le ciabattine sporche le ha messe sotto il telone all’altezza della testa. Hanno un giorno di ritiro e poi domenica riceveranno il St. della Confermazione. Mangeremo insieme e poi ognuno o i gruppi prenderanno la direzione del ritorno…a piedi. I più lontani hanno tre giorni di cammino. 

Domenica di Pentecoste, 19 maggio: 19h15; Oggi 143 persone per lo più adolescenti hanno celebrato il Sacramento dello Spirito Santo. I più lontani, sette, hanno camminato due giorni per percorrere 100 km. Tutti erano vestiti modestamente bene. Almeno le ciabattine le avevano. Nella grande sala abbiamo mangiato lo stesso cibo. Noi …autorità ci siamo serviti per primi e da soli!!

Domenica 26 maggio, festa della SS. Trinità. Sono stato lontano 20 km al villaggio, Zambula. Quattro maschietti accompagnavano le danze e i canti con due scatolette di conserve schiacciate e riempite di sementi e legate ai piedi. Accompagnavano i tamburi. Un pensiero e distrazione che ho spesso: in questo villaggio non verrò più. Non ci vedremo più. La data della mia partenza si avvicina. Preferisco conservare ancora segreta la notizia del mio trasferimento. Partire è sempre un po’ morire. Il calore della giornata è forte ma all'ombra di un albero è già meglio.

Il confratello Eduardo, messicano è tra noi da febbraio.
Deve imparare ad usare la moto. Con la macchina non si va lontano.

Strade ostruite da alberi caduti all'occasione di un forte vento diventano una preoccupazione se si viaggia con la macchina, mentre con la moto ci si apre facilmente un varco.

Una volta al mese organizziamo 45’ di Adorazione Eucaristica e una preghiera particolare per gli ammalati. Tanta gente non riceve la Comunione perché trova difficoltà a regolare il Matrimonio.

Fratel Duilio è il grande tecnico dalle manine d'oro che visita molti villaggi
a dare una mano per fare pozzi e chiese.

Suor Prado, spagnola presenta la Terra Santa,
mentre in serata fratel Duilio presenta delle foto a proposito.

Sessioni brevi di tre giorni di formazione oppure una conferenza sulla prevenzione sanitaria.
Il livello culturale è molto basso.

Macchine da scrivere: c’è chi ancora le usa. Una volta offrivamo un corso di dattilografia.
Ora da tre anni offriamo un corso di uso del pc.

La bici offre un aiuto straordinario per portare cose quasi dappertutto.


giovedì 11 aprile 2013

Note Sparse


ISIRO, mercoledì 20 marzo

Stamani è venuta una coppia anziana di pigmei che abita a qualche km dalla città. Una donna anziana segue la formazione di essa in vista dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana nella notte di Pasqua. Ogni tre mesi raduno alcuni pigmei per riflettere insieme a partire da un servizio video…

ISIRO, Domenica delle Palme - 24 marzo

Dopo il Natale e la Pasqua questa festa cattolica attira molto piccoli e grandi. Era bello stamani alle 6h15 vedere sulla strada tanta gente con rametti di palma intrecciati e adornati di fiori coloratissimi camminare veloce per arrivare a tempo al posto convenuto a 300m salendo la strada della nostra collinetta Gossamu. Padre Marcelo presiedeva la celebrazione mentre io ero quasi mimetizzato tra i fedeli portanti bei vestiti colorati. Tutto si è svolto con ordine come previsto da Marcelo e contro le mie aspettative. Più tardi, alle 08h10, sono partito in campagna a 22 km per ritornare alle 16h40. Anche gli assistenti della mia processione hanno agito bene. Non avevano tuniche uniformi come al centro..Ero con una decina di preadolescenti majorettes ma senza un abito adeguato. La danza è nel sangue di tutti. All’offertorio piccoli e grandi escono in processione verso l’altare per deporre la loro piccola offerta e tutto il movimento è con passi di danza. Ecco uno dei motivi che fa durare una messa facilmente due ore.

Martedì sera

Oggi alle 08h35 siamo andati in cattedrale alla messa solenne presieduta dal vescovo Julien Andavo. Non ci avevano avvisato del cambio d’orario e cosi siamo arrivati leggermente in ritardo. Sospese sopra l’altare c’erano delle decorazioni che in Europa si usano a carnevale. La chiesa era affollata, forse 2000 persone. I preti erano circa 35. Noi bianchi stranieri eravamo sette. La corale della città ha cantato bene. Il vescovo ha cantato molte parti che io non ho cantato mai. Non ho mai avuto la pazienza d’impararle. Dopo la messa abbiamo approfittato per uno scambio di auguri e stare un po’ insieme preti, suore e vescovo nella canonica. Dopo cena brucerò gli olii santi vecchi e preparerò le boccette per quello nuovo. Domani alcuni preti delle parrocchie lontane cominceranno il viaggio di ritorno. I più lontani percorreranno 400 km...con la moto, mentre io andrò in foresta giovedì per ritornare il mercoledì dopo. 

C’erano degli scouts che al momento dell'"elevazione"avevano alzato il braccio come per salutare un grande capo militare. Gli scouts locali proprio non li accetto. Sono ben lontani dallo spirito di Baden Powell.

Mercoledì, 3 aprile 21h53

Eccomi di ritorno a Isiro. Un gran vento con pioggia e grandine hanno abbassato la temperatura. Meno male che durante il mio safari pasquale la pioggia non mi ha disturbato.La domenica sera alle 18h arrivavo alla comunità comboniana confinante. Il mattino del lunedì ho potuto fare controllare i denti e detartrarli. Per la prima volta un medico dentista congolese era là ad accogliermi. Ha lavorato bene e a lungo.Viene dalla capitale. Pur essendo le comunicazioni difficili i pazienti arrivano da ogni direzione. Ho pregato in tre centri della parrocchia: ho battezzato una ventina di persone e benedetto una coppia anziana. L’uomo era quasi sordo ma la moglie meno anziana era attenta e precisa nelle risposte. Una fila di figli e nipoti e parenti sono sfilati ad abbracciarli dopo l’applauso dell’assemblea. Lui non ha potuto ricevere l’Eucarestia essendo di un’altra confessione. Durante questa pasqua, in tutta la parrocchia abbiamo avuto solo due coppie benedette, una di pigmei e l’altra di anziani della tribù dominante, degli Yogo. Il matrimonio religioso resta un affare degli anziani e qualche adulto. Mi dispiace non avere più gli stivali italiani più in ordine: durante il mio safari di qualche settimana fa avevo percorso un cammino con buche e radici. La moto saltava come una gazzella. Era difficile tenerla e cosi ho strappato anche i pantaloni antishok sui pedalini della moto a causa dei movimenti bruschi.