sabato 31 marzo 2018

Buona Pasqua dal Congo RD


Carissimi amici, parenti e benefattori,

ecco qualche pensiero per voi che abitate lontano e sentite parlare solo male di questa Africa. Sono in un continente, benedetto da Dio più degli altri. Chissà perché. E’ ricco di tutto ma anche di sofferenza.

Ho appena celebrato la Passione di Gésù mentre stamane ancora notte con una folla di credenti abbiamo attraversato il villaggio pregando la Via Crucis. Era suggestivo ma anche significativo. Moltissimi erano, apposta a piedi scalzi, in segno di lutto e di penitenza. C’è bisogno di una conversione dei cuori e delle menti. Pur nella povertà vige uno spirito di sopraffazione, di imbroglio e di ricerca del proprio e piccolo interesse. La GRATUITA’ DIVINA è ancora vissuta come un lumicino. Ma tutti sentiamo il bisogno che Gésù ci liberi da tante piccinerie. Gesù Risorto mi ricorda che può aiutare anche me a diventare una nuova creatura.

TANTI AUGURI

Vostro padre Franco Barin


Bambini cacciati dalla classe perché non avevano pagato la quota scolastica

A fine aprile sarà pronto un altro padiglione scolastico.
Sarà per l'indirizzo di Taglio e Cucito.

Sullo sfondo è visibile l'impianto d'acqua potabile.
Forniamo l'acqua alle varie strutture: ospedalino, casa parrocchiale, convitto e centro pastorale.
Ci costo' caro.

38 adulti venuti da più parrocchie sono stati 4 settimane con noi per la formazione.

La stagione secca è finita e con le prime piogge crescono i funghi.
I bambini sono bravi a raccoglierli e portarceli.
Li compensiamo con altre cosette utili per la scuola.




mercoledì 13 dicembre 2017

Buon Natale 2017

KAMPALA, domenica 8 ottobre 2017

Molti mesi sono passati dal mio ultimo testo. Eccomi in un momento di calma

Sto per rientrare in Italia per sottopormi ad esami medici prescritti nel 2016 da un ematologo e reumatologo durante il mio congedo italiano. Mi è difficile scrivere con regolarità un diario della Missione. Ultimamente cioè dall’estate scorsa ho dovuto assumere altre responsabilità essendo partito per l’ Italia il confratello padre Romano Segalini. Due settimane fa è rientrato e cosi ora eccomi libero di pensare di più ad altro. Là siamo due comunità religiose: le suore congolesi e noi 4 comboniani di cui tre italiani. Le relazioni interne ed esterne domandano molta pazienza e fatica. Le relazioni anche col vescovo e con tanti sacerdoti locali lasciano a desiderare. Il clima alterato della natura del pianeta si fa sentire anche qua e si prevedono situazioni più difficili. Tre pozzi nostri che servivano le varie strutture: ospedale- comunità-centro pastorale-convitto degli studenti non ci danno più acqua. Nella foresta si moltiplicano le motoseghe. Nessuno pensa a piantare alberi per un consumo futuro. Si produce legname da costruzioni e carbone di legna. Altri tagliano le giovani piante per costruirsi le capanne. Dobbiamo sorvegliare le nostre piante da tagli furtivi. 

Contiamo avere la corrente elettrica a metà novembre. Un grande lavoro di piantare pali per 4 km è quasi a termine per tirare un cavo aereo. Finora la nostra piccola turbina di 15 kw ci ha erogato corrente saltuariamente. Ne è prevista anche una seconda. Il fiumicello durante la stagione secca aveva poca acqua cioè meno del previsto e che sarebbe stata sufficiente se fosse stata tutta incanalata mentre durante le tante piogge abbiamo avuto la sorpresa che il cavo sotterraneo non era sufficientemente isolato specie dove l’acqua stagnava. Anche molte sorgenti di acqua potabile hanno obbligato la gente a cercare acqua in quella della missione. Lunghe file di bidoni e lunghe attese inedite specie di bambini sono diventate lo scenario quotidiano. Aspettiamo un macchinario per forare a grande profondità e poi pompare l’acqua su nuove e supplementari cisterne. Si tratta di spese importanti. Aiutiamo molti alunni a pagarsi la scuola e alcuni bravi ­aventi terminato le secondarie li stiamo sostenendo per ottenere degli insegnanti qualificati. Padre Romano ha aiutato più di uno a fare un cammino spirituale diretto ad una scelta di vita religiosa. 

KAMPALA mercoledì 05/12/17

Ecco alcuni pensieri scritti mentre ero in aereo da Bruxelles a Kampala. Provo della nostalgia per avere lasciato lontano affetti casalinghi e antichi.

Sono ben seduto con a fianco un posto vuoto dove lascio le mie cose liberamente.

Siamo in tanti, alcune centinaia. Le facce nere sono la maggioranza. Il mio tempo in Italia è passato in fretta, quasi due mesi. Ho avuto molti appuntamenti medici. Ho incontrato tante persone care. Ho partecipato a degli incontri interessanti quali quello col noto padre Ermes Ronchi. Porto nel cuore e nella preghiera la vita di molti specie di quelli che soffrono. Sullo schermo dello schienale del sedile davanti a me vedo e seguo il percorso aereo. L’Italia si allontana sempre di più. Penso sempre di più alla gente che mi attende dove sono anche parroco. Abbiamo cominciato il tempo dell’Avvento che ci prepara al Natale. Giochi di luce illuminano le notti dei nostri paesi europei. E’ uno spettacolo. Domenica mezzogiorno prima della mia partenza sono entrato in un ristorante cinese e ho visto un albero di Natale ma non il Presepio. Scherzando ho chiesto dov'è il presepio: non c’è Natale senza Presepio.

La signora della sala mi ha fatto un sorriso e non di più. Ho risposto che anch’esso è importante. Presto arrivo in Congo Rd e là non ci sono luminarie e prodotti natalizi ma si può trovare il presepio nelle chiese. La festa del Natale risveglia sentimenti assopiti e pensieri portanti agli auguri per un mondo migliore... con Gesù Bambino. Lui è l’uomo che non conosce ipocrisia ma fiducia e speranza in ognuno. BUON NATALE

Spero essere in comunità domani pomeriggio sette dicembre. Stanotte viaggio con un bus fino alla frontiera e domani un altro bus fino alla città di WATSA, lontana 10 km dal mio villaggio di 8000 abitanti.

MISSION DONDI, venerdì 08-12-17

Eccomi in comunità da ieri sera. Sono arrivato mentre si concludeva la festa della parrocchia. C’era ancora l’orchestrina che rallegrava l’ambiente sotto un albero di manghi con un cavo lungo della corrente elettrica della turbina che gli amici di Bergamo avevano messo in funzione tre settimane fa. Tanti mi sono venuti incontro. E’ stata una emozione di gioia e affetto ma anche di fede.

Noi Comboniani dobbiamo ringraziare tante persone e associazioni che in tanti modi ci sono vicini. Facciamo Missione insieme. Testimoniamo l’Amore di Dio insieme.

Un pensiero speciale va ai gruppi Missio Mundi di BG. Pane Spezzato di Sondrio, Taglio-Cucito di Cusano Milanino e amici delle Missioni di Mompiano BS.


Camion con tronchi per 4 km di linea elettrica.

Laurent, nostro candidato comboniano, ci porta le medicine.

Ospedale, inaugurazione edifico nuovo pRomano.

Pescatore.

Piedestalli per 10 macchine da cucire per la scuola.



venerdì 7 aprile 2017

Pasqua 2017

Dondi, il 07 aprile '17

Carissimi amici, Mbote na na bino banso (=salute a voi tutti).

Eccomi a scrivere e raccontarvi qualcosa di questa piccola comunità cristiana di campagna. Siamo all'inizio della stagione delle piogge e le erbe dei dintorni hanno preso vigore e splendore ma le nostre sorgenti stentano ad aumentare il loro zampillo. La stagione secca è stata più lunga del solito. Tante persone hanno avuto disturbi intestinali a causa della scarsità e difficoltà ad avere acqua sana. Osano lavare le stoviglie con acqua del nostro stagno che è ricca di parassiti. Ieri al consiglio pastorale allargato con gente dei villaggi ho accennato che dobbiamo prevedere per il futuro delle azioni di stoccaggio e protezione dell’acqua. Abbiamo tre pozzi qui al centro e solo quello della nostra comunità ha sempre dato qualcosa. Il minimo fu 3’ di pompa elettrica ogni 24h. Anche noi abbiamo ricorso alla sorgente protetta della nostra gente. La nostra centrale elettrica cioè la prima turbina (15 kw) è ferma da mesi per mancanza d’acqua. Ultimamente una talpa ci ha anche rosicchiato un cavo (cioè una fase). Il 12 aprile ricorre l’anniversario della dipartita. del caro padre Gianni. Inaugureremo il padiglione ginecologia-pediatria a nome suo. P.Romano e fratel Michel sono spesso là per accompagnare i lavori con precisione e cura. La cinta in metallo dell’ospedale pur non essendo completata ha bloccato l’accesso alle galline, anatre e maiali dei vicini. Ora si sta completando l’impianto elettrico e la fornitura idraulica del padiglione. Negli altri padiglioni abbiamo le termiti che ci hanno rovinato molti stipiti delle porte e finestre. Abbiamo avuto in febbraio una visita lampo di due vescovi. Gli alunni delle nostre scuole hanno fatto uno sforzo per essere presenti con l’uniforme pulita. Gli alunni nelle classi sono troppi ma gli insegnanti sono pochi perché i soldi da dividere sono pochi. Gli adolescenti del convitto che sono una trentina sono il gruppo trainante nella disciplina scolastica e nella liturgia quotidiana. Stiamo avanzando con le pratiche burocratiche per regolarizzare le nostre opere e spingere lo Stato a prendere a carico il salario ospedaliero e scolastico. Si stenta a vivere dignitosamente. Il pavimento della chiesa si sta sgretolando. Aveva poco cemento. Stiamo pensando come allungare la chiesa. In questo primo trimestre dell’anno abbiamo organizzato molte sessioni di studio: laici, preti e suore indigene sono i nostri collaboratori. Chiediamo una contribuzione giornaliera del 40% del costo effettivo del soggiorno. Anche una squadra di calcio di professionisti della vicina città aurifera di Durba viene volentieri periodicamente per tre giorni per un “ritiro sportivo”. La strada diventerà più difficile quando le piogge saranno insistenti. Ora mi congedo e a nome della comunità comboniana locale e dei cristiani vi auguro un rinnovato entusiasmo a pensare che Gesù ha vinto la morte.

CIAO.

Padre Franco Barin


Adolescenti giocano ma dopo la  scuola e il lavoro.

La sessione è finita e corsisti rientrano nelle loro parrocchie.

Il piazzale del Centro   Socio-Pastorale ha sempre bambini che giocano.

Centrale elettrica  per la 2^ turbina.

Ponte vicino alla turbina. Si passa con cautela.

Seminario d'una giornata per coppie del consiglio pastorale.

Reparto pediatria.

Scarseggia l'acqua potabile.

Padiglione di ginepedia lungo  30 m.

Panorama di tetti verniciati e di un pozzo recintato ma secco.

Ingresso dell'Ospedale recintato al 60%.

Rosario all'imbrunire davanti alla nicchia con Statua Madonna.

Viavai di bambini con bidoni.

Seminario dirigenti corali parrocchiali.

Seminario per opere sanitarie diocesane.

Si aspetta l'arrivo dei vescovi.

Sotto un sole cocente si dà il primo saluto.




mercoledì 7 dicembre 2016

Buon Natale 2016

La festa del Natale si avvicina. Una coppia di giovani pigmei è venuta al mio ufficio a chiedermi un “buono” (voucher?) per ricevere cure gratuite al nostro ospedalino. L’uomo dominava di più la lingua franca nostra cioè il lingala. I pigmei hanno una loro lingua. Secondo i gesti e le poche parole da loro espresse mi pareva di capire che lei soffrisse di malaria, malattia diffusa nell’ambiente e che miete vittime tra i bambini specie sotto i due anni. Chiediamo ai pigmei che aiutiamo di sapere dire grazie portandoci del miele o carne di selvaggina. Sono abituati male. Con la gente locale fanno scambio di cibo per avere un aiuto ma con noi ne approfittano. Nella nostra parrocchia nessun pigmeo è stato battezzato. Ci manca il laico o coppia animatrice vicina a loro che potesse curare le relazioni tra noi e loro. Frequentano il mercato ma non mettono piede in chiesa. 

Per questo tempo di preparazione al Natale abbiamo addobbato la chiesa con strisce di stoffa viola comperate nel mercato locale e abbiamo appiccicato delle parole chiave.

Inoltre con dei vecchi vasi in vetro di marmellata abbiamo fabbricato quattro “candele” a petrolio per sottolineare il ritmo delle settimane. Carta colorata rossa le abbellisce. Nel mese di novembre abbiamo valorizzato il tema del culto dei defunti e della vita dopo la vita terrena. Abbiamo ricordato i nomi ad alta voce di tante persone raggruppate per famiglia. Le nostre tombe sono proprio povere. Sono visibili solo per il mucchio di terra e una striscia di mattoni che le delimitano. Una croce in mattoni è sul suolo o al più una croce in ferro battuto portante il nome e la data. La stagione secca è cominciata da due settimane. Sono arrivati gli sparvieri e i serpenti escono allo scoperto a prendere il sole. Gli uni e gli altri cercano posti per deporre le uova. Un venticello mitiga il calore diurno mentre la notte scende la temperatura di qualche grado. A gennaio scende fino a 15°. Percorrendo la lista degli indirizzi penso agli amici e conoscenti e non mancherà anche una preghiera al Gesù bambino di Betlemme a nome vostro. BUON NATALE E BUON ANNO 2017 A TUTTI GLI AMICI DI PANE SPEZZATO gruppo creatura del caro padre Gianni che ci è vicino nel cuore e nell'anima. La sua prima nascita è stata in Italia e la sua seconda a vita eterna in Africa.

PS: all'ospedale un nuovo edificio di 30 m ha da ieri il suo tetto. Una parte saranno stanze da due letti con sanitari interni e una parte avrà due salette per malati. Le nostre scuole del centro sono tutte in muratura e lamiere. Una settimana fa abbiamo ricevuto 140 kg di libri per permettere agli alunni di migliorare il loro francese. Quando avremo altri soldi ne ordineremo altri. Il francese è strategico per l’insegnamento. La nostra antenna internet ci fa soffrire e costa cara. Il segnale specie la notte a me cara per scrivere, s’interrompe spesso. Aspettiamo un tecnico della compagnia per l’assistenza. Il nostro bambinetto di sette anni con una vasta ustione sulla cute del cranio è molto migliorato. Non avrà più i capelli. Sembra che l’udito non sia stato lesionato. Alcuni alunni e studenti li aiutiamo con borse di studio mentre loro ricambiano il favore aiutandoci in piccoli lavori del campo e della casa. Quando abbiamo sessioni di formazione ci pensano soprattutto le ragazze a curare la cucina. Abbiamo una trentina di convittori. A tre giovani paghiamo i loro studi parauniversitari ma non il loro vitto e alloggio. Sono ALFRED Alogbo e DIEUDONNE Mawadri; entrambi sono iscritti all’Istituto Superiore Commerciale della città di ARIWARA e una ragazza MARIA Akomoko iscritta all’Istituto Superiore Tecnico Medicale della città di BUNIA. Studia per diventare tecnico di laboratorio di analisi. Abbiamo distribuito loro finora 700$. Prossimamente daremo la seconda parte di 800$.

Franco presiede la  messa

Albero, mercatino, chiesetta

Covone di paglia e un saluto

Festa di Cristo Re

Scuola Primaria Avvento

Tetto ala ospedale completato. Oggi festa di Sant'Ambrogio

WC e ala clinica ora visibili


sabato 22 ottobre 2016

Note sparse


Dondi Watsa il 20 ottobre 2016 giovedì 21h

Ciao a tutti.

Faccio fatica a prendere del tempo e descrivere un po’ la mia vita locale.

Ora infuria un grande temporale che ha interrotto il collegamento internet della nostra parabolica. La pioggia sulle lamiere del tetto è rumorosa. I fulmini e tuoni si alternano con insistenza. Pensavo di collegarmi per leggere qualche lettera o notizia del mondo dalle agenzie Fides, Zenit, banglanews, newsRDC, Eglise dans le monde. Eccomi invece a pensare a come ho vissuto il mese di settembre e ottobre per raccontarvi qualcosa. 

Un mese fa lasciava questa terra per il cielo mia madre. Mi era impossibile spostarmi per recarmi in Italia. La penso in compagnia di tante brave persone che hanno amato Dio con cuore sincero. Contrariamente alla morte di mio papà morto durante la siesta della domenica in albis, mia madre ebbe una lunga agonia. Era consumata. Ebbi il tempo di starle vicino per alcuni mesi da dopo pasqua. Ho sperimentato quanto sia fugace la nostra vita e difficile la comunicazione coi sensi di un corpo consumato. Ringrazio tutti quelli che in qualche modo mi furono vicini tramite sms o emails. Devo ringraziare Dio per avermi dato due genitori che mi hanno cresciuto nella fede e offerto un’istruzione che qui è un lusso. Qui sono il parroco di una piccola comunità cristiana di forse 8000 abitanti e economo principiante della comunità comboniana. La gente al 95% è contadina. Il Centro pastorale e Sociale e il convitto con 40 adolescenti sono un grande polo di vitalità locale e della regione Est della diocesi di Isiro. Insegno religione in due classi del biennio secondario. Tutti vestono una uniforme bianca e blu. Il loro vestito chiamato qui “uniforme” lascia pensare un po’ ad una disciplina sociale dove da lontano si riconoscono gli alunni da altri estranei. Un grosso problema che si pone nell’insegnamento è la poca conoscenza da parte degli alunni della lingua ufficiale cioè del francese. Quindi spesso uso la lingua regionale per migliorare la comprensione. Gli alunni non hanno libri personali ma la scuola ha qualche libro da mettere a disposizione ma solo in classe. Avessero una TV in casa potrebbero imparare in fretta la lingua!

Oggi a mezzogiorno è terminato un corso di 4 giorni sulle dinamiche per un sviluppo economico e sociale con una ventina di partecipanti. Un responsabile Caritas della diocesi vicina lo aveva diretto. Mentre dieci giorni fa terminava un corso di 4 settimane rivolto ad animatori-catechisti di piccole comunità cristiane delle parrocchie della zona. Erano una quarantina. Partecipai dando molte lezioni.

Comboni Day Match ragazze B

Comboni match, prof e alunni

Dondi, ospedale Pediatria

Dondi, ospedale, doccia e WC

Giochi semplici, cerchioni di bici

Giochi semplici, palla riciclando sacchetti

Trasporti eccezionali



lunedì 15 agosto 2016

Notizie da Dondi


Watsa Dondi, 15 agosto 2016

Ora eccomi in comunità coi suoi problemi. La corrente elettrica non c'è più. Si accende il gruppo elettrogeno per 90' alle 18:30. Sarebbe meglio potenziare un pochino l'alimentazione dei pannelli solari e tenerli attivi usandoli anche quando c’è la turbina in ordine.
Nella sala dei pc e dove c'è l'alimentazione dell'antenna internet facciamo uso di due batterie al piombo e di pannelli ma con disponibilità limitata.
Ora, chissà perché, anche il convertitore di corrente da 12v a 220v alternata è guasto. Quindi ora ne uso un altro, ma non lo lascio qui per custodirlo meglio. La sala è usata anche da altri.
Quindi anche l'uso del wifi va a momenti. Accenderò l’antenna alle 21:00.

Quanto al mio viaggio: è stata una sfacchinata e un po' di suspence ma tutto andò bene. Pagai di più del solito le tre volte che presi taxi. I bianchi sono considerati galline da spennare; la prossima volta mi difenderò meglio.

Ci sarebbe da scrivere molto sul viaggio. Si tratta di due giornate di viaggio con due notti e due giorni. Nel bus della notte da Kampala ad Arua avevo molto spazio ed ero seduto in fondo. Al mattino alle 5:30 siamo arrivati al terminal e dovetti negoziare con due moto tassisti: scelsi uno che sapeva il lingala. Lui si scelse un amico. Uno di loro portò le due valigie di 23 kg ciascuna e la fisarmonica di 11 kg sul petto; l’altro portò me, la stampante appena acquistata a Kampala e il mio zaino sul suo petto. Loro mi trasportarono lungo 25 km fino alla frontiera. La strada era asfaltata, larga e senza traffico. Nel bus della notte e quello del giorno dopo trovai molta gentilezza. Ma il secondo bus era quello ordinario che faceva tante e lunghe fermate. Era strapieno. Inoltre faceva caldo. Prima di arrivare alla frontiera riuscii a fare chiamare al telefono un giovane amico che mi aspettò alla frontiera e mi accompagnò in tre uffici per le pratiche comuni. A casa dell’amico sua mamma mi preparò una frittata e un buon tè inglese. Dopo un’ora di riposo ebbi la corrispondenza col secondo bus che si fermo’ davanti alla porta della famiglia e mi porto’ a Watsa Dondi. Mi restavano ancora 8 km di brutta strada per arrivare al mio villaggio. Dopo aver telefonato aspettai 30’ e il confratello Egidio arrivò con l’auto. Eccomi ora nella mia famiglia spirituale. Un grande applauso di bambini, strette di mano e abbracci mi accolsero. Provai un po’ di emozione.