venerdì 19 febbraio 2010

Quaresima 2010 e riflessioni


Cari amici delle Missioni, 
ecco una pittura interpretazione apocalittica nel senso positivo della fine dei tempi, dipinta sull'abside della nostra chiesa parroccchiale a Isiro.


Gesù appare in primo piano trionfante seguito da tutti i popoli della terra. Tocca pure ad ognuno dei salvati salvarne altri. Ognuno può considerarsi un nodo di quella rete da pesca  che Gesù creò e confidò a Simone, detto Pietro. La Chiesa è quella comunità di peccatori salvati e salvatori dove ognuno è chiamato a sentirsi come un nodo della nuova rete di Pietro.

Che questo tempo di Quaresima non passi invano. Gesù conta su ognuno di noi per portare una ventata di speranza e sapienza divina nell'angolo di umanità dove respiriamo con gli altri la stessa aria locale. Oggi,secondo lunedi del mese, le due comunità maschili e quella femminile dei Comboniani si sono ritrovate per un ritiro. E' toccato a me guidarlo.Ho scaricato da internet  e presentato la lettera del papa sulla Quaresima. Tocca il tema della giustizia ma in un senso molto più vasto e profondo dei discorsi comuni di tante persone. Merita essere letto almeno due volte. 
Ciao p.Franco
Isiro lunedì 15/02/2010


OPAL

Ho letto il programma delle serate Opal.

La gente qui muore grazie anche alle armi improprie:piccola mannaia e machette e bastoni, strumenti usati dalla LRA per risparmiare sulle pallottole. IL fucile resta l'arma più comune che terrorizza la gente.La gente davanti alla presenza di un fucile alza le mani.
Ciao p.Franco
Isiro sabato 06/02/2010


Collegamento internet
  
Spero di avere qualche minuto buono di collegamento internet. Ieri non c'è stato verso. Oggi è la quinta domenica del mese. Tre domeniche al mese le passo normalmente in foresta.

Oggi è grande festa dai salesiani; volevo mandare degli auguri per internet ma invano;ho pregato pure per due amici che compiono gli anni;avevo pensato di mandare una email:niente da fare;ho celebrato la messa delle 9 e poi quella delle 16h30. Ha fatto caldo dalle 13. Mentre durante la messa una pioggerellina aveva rinfrescato l'aria e oscurato il cielo. Avevamo dovuto accendere il generatore per un'ora.
Padre Giacomo Biasotto, comboniano di Pordenone è arrivato alle 14h30 a Isiro. In questi giorni prenderà un piccolo aereo per fare un volo di 300km a est, dove è la sua comunità. E' rientrato dalle sue vacanze. Lui ha quasi 73 anni.
Ci ha portato un po' di notizie dall'Italia quanto alle nostre comunità comboniane.
Stamani,Ernesto, messicano ha presieduto la messa prima che è la principale: Comincia alle 6h30. Alla fine di essa, il caro Josè,parroco l'ha presentato ai fedeli.Ha 33 anni.Aveva terminato gli studi a Kinshasa e poi fatto tre anni di capellano nella periferia della capitale congolese. Ora tocca molto a me introdurlo nell'ambiente locale.

Ciao p.Franco
Isiro domenica 31/01/2010
  
Preghiera e solidarietà con le vittime della LRA: testimonianza stringente di mamma Aimée.
Ieri,sabato 30 gennaio 2010, i cristiani della città di Isiro si sono resi in processione, pregando e cantando, alla cattedrale, per partecipare alle 15h alla celebrazione eucaristica per fare memoria e pregare per tutte le vittime dei ribelli ugandesi LRA e in solidarietà con chi è stato ferito, torturato o rapito dai ribelli e per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica nonché quella delle autorità sul grave stato della popolazione della regione.
In assenza del vescovo, Julien Andavo Mbia, Monsignor Abakuba Dieudonné, vicario episcopale ha presieduto la santa Messa che era concelebrata da una decina di sacerdoti diocesani e di comunità religiose. Circa 800 erano i fedeli presenti.
Dopo avere commentato le letture bibliche tratte dal libro dei Maccabei, dall’Apocalisse e dal Vangelo di Matteo 5,1-12 sulle Beatitudini, Mgr. Abakuba ha detto: “ Noi siamo qui riuniti per la celebrazione eucaristica e per fare memoria di tutti i nostri fratelli e sorelle vittime della LRA et per essere solidali con coloro che restano nella sofferenza. I nostri fratelli del villaggio Tapili non si aspettavano di divenire anche loro vittime dei ribelli che avevano già colpito nel 2008 quelli di Faradje, Bangadi, Duru,Dungu,Doruma e che furono massacrati, rapiti,mutilati,depredati.
Questo dramma ci interpella, tocca la nostra vita,interroga la nostra fede di cristiani, ci fa conoscere il dramma di parte del nostro Paese. Noi preghiamo innanzitutto per la conversione del nostro cuore, noi figli di questo Paese. Che le nostre autorità cambino e che ciascuno di noi cambi in meglio. Noi non comprendiamo le ragioni di ciò che succede intorno a noi ma noi tentiamo di guardare gli avvenimenti con gli occhi del credente cristiano. Che il Signore apra il cuore delle autorità del Paese per una soluzione di riconciliazione e di pace. Molta gente ha abbandonato il suo villaggio per paura di un ennesimo attacco. Molti cadaveri sono rimasti insepolti. Nessun sfollato si augura di trovarsi in tale situazione. Noi dobbiamo aiutare i nostri fratelli,portare con loro il peso della loro sofferenza. Per questo motivo ci siamo messi a marciare dalle nostre parrocchie cittadine e attraverso le vie cittadine verso la cattedrale. Condividiamo le sofferenze e il dolore e i beni che noi abbiamo.Ciò che abbiamo ricevuto da Dio non è solo per noi ma per il bene di tutti.Apriamo il nostro cuore e le nostre mani per allegerire le sofferenze degli altri. Noi siamo chiamati a portare la fraternità e l’intesa.Che la nostra vita lasci trasparire la nostra fede e il nostro amore”
Il sacerdote diocesano, don Baudouin ha poi chiamato, mamma Aimée ad alzarsi e venire a presentarsi davanti all’assemblea. Con lei a fianco ha raccontato ciò che era successo nei villaggi di Tapili e Mavazukuda: su 117 civili fatti prigionieri solo lei, Aimée è rimasta in vita. La sua presenza oggi tra noi è un dono. Lei ha avuto la vita salva perché ha rivolto la parola al capo LRA nella sua lingua, Shwahili.Madre di cinque figli e abitante a Isiro, era andata in foresta (100km lontano) per fare il piccolo commercio: vendere dei vestiti usati e comperare del pesce da rivendere in città. Questa volta è stata coinvolta nel dramma che tanti altri avevano già raccontato e che si era passato altrove nel nostro vasto territorio della diocesi.
I ribelli ugandesi avevano sorpreso la gente del villaggio mentre dormiva, alle 4 del mattino. Avevano preso tutti e legati alle mani e ai reni con cordicelle. Ad un certo punto mentre dei ribelli volevano uccidere mamma Aimée, il loro capo è intervenuto dicendo che non era la sua ora. Dopo avere marciato a lungo l’ hanno lasciata libera. Quando stava per allontanarsi da loro vede due donne avvicinarsi a loro e una di loro aveva un bebé. Chiedono ai ribelli di di restituire qualcosa delle loro cose ma la risposta contraria è stata violenta. Afferrono la prima donna e le tagliano le mammelle quindi la uccidono. Si rivolgono poi alla mamma col bebé e la costringono a mettere il bebé nel mortaio e poi massacrarlo come si fa a pestare il cibo in esso. Infine hanno ucciso anche lei. Dopo queste scene hanno legato la gente a gruppi di quattro-cinque e hanno cominciato a massacrarla sia col bastone che la machette o la ascia. Cosi hanno ucciso 116 persone e soltanto mamma Aimée è rimasta in vita.
Il capo LRA le aveva detto” vattene e non entrare più nella foresta.” Per sei giorni aveva vagato e si era nascosta per paura di incotrarli ancora. Sarebbe stata la sua fine. Finalmente è arrivata ad un posto di controllo dell’esercito congolese,FARDC che l’ha poi accompagnata a Isiro.
Immaginate la sofferenza e il trauma que lei a subito.Notti insonni, niente appetito, incubi...Come curare questa donna e come lei altre persone che soffrono situazioni simili? Capite quindi quanto bisogno d’attenzione hanno i nostri fratelli sfollati e quanto bisogno di pregare Dio per risolvere il dramma della regione sotto il giogo della LRA!! Voi fratelli e sorelle che siete venuti alla preghiera, fate conoscere a chi è rimasto a casa quello che succede e la sofferenza delle vittime. Invitate tutti a vivere la solidarietà e una maggiore attenzione verso chi soffre”.
Isiro sabato 30 gennaio2010

sabato 23 gennaio 2010

Dungu ancora mutilazioni e feriti


FATE CIRCOLARE LA NOTIZIA. CHE IL GRIDO DELLE VITTIME VADA LONTANO E TOCCHI I CUORI DI CHI PUO' FARE DI PIU' IN LORO SOCCORSO.
Je vous envoie de tristes nouvelles de la région pour que le cri des victimes ne soit pas oublié.
p.Franco Barin Combonien

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LRA toujours
Dungu. A l'hôpital on a accueilli 6 personnes (4 femmes et 2 hommes) blessés et mutilés par les rebelles de la LRA. Deux femmes, de la paroisse de Ngilima, se trouvaient dans leur champ lorsque elles furent attaquées par les rebelles qui leur ont coupé les lèvres avec des lames de rasoir. Une d'entre elles, qui portait son bébé sur le dos, a assisté aussi au meutre de son mari.
Les autres (deux femmes et deux hommes) sont originaires de Bangadi. Ils ont subi les mêmes violences; en plus, à trois, les rebelles ont coupé une oreille.
Des choses atroces. Malgré les nombreuses déclarations rassurantes, soit locales soit internationales et malgré la présence des militaires et de la Monuc, la LRA poursuit ses massacres d'une manière plus saltuaire et silencieuse. Les gens vivent toujours dans la peur.
Floribert Sezabo,
-Secrétaire général de la ligue pour la paix et les droits de l'homme(LIPADHO);
-Laic missionnaire combonien en charge de justice, paix et intégrité de la création.


LRA sempre Dungu. In ospedale sono stati ricovetari 6 persone (4 donne e 2 uomini), feriti e mutilati dai ribelli del LRA. Due donne, Parrocchia Ngilima, erano nel loro campo, quando sono stati attaccati dai ribelli che hanno tagliato le labbra con le lamette da barba.

Uno di loro, portando il suo bambino sulla schiena, ha vissuto anche l'assassinio del marito. Gli altri (due donne e due uomini) sono da Bangadi. Hanno subito la stessa violenza, oltre a tre, i ribelli hanno tagliato un orecchio. Cose atroci. Nonostante le rassicurazioni molti, locale o internazionale e nonostante la presenza di militari e della MONUC, l'LRA continua con i massacri di più saltuairia e silenziosa. Persone vivono ancora nella paura.

Floribert Sezabo, segretario generale della Lega per la Pace ei Diritti Umani (LIPADHO);-Laici Missionari Comboniani responsabile del portafoglio Giustizia, pace e salvaguardia del creato.


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Chers amis je suis choqué en voyant ces images qui sont réelles. Certainement il y en a parmi vous qui seront choqué mais si j'ai choisi de vous envoyer c'est tout simplement pour qu'à travers vous, le monde soit informé de ce qui se passe chez nous. Je vous remercie pour vos intentions de prière!
Union de prière!
Fr RogerCe que nous vivovns dans le territoire de DUNGU au nord-est de la R.D. Congo!
Dr NDEFU Clément - Médecin Chef de Zone de Doruma

Cari amici Sono scioccato nel vedere queste immagini sono reali. Certo, ci sono quelli tra voi che saranno scioccati, ma se ho deciso di inviarvi questo semplicemente in modo che attraverso di voi, il mondo è informato di quello che sta succedendo qui. Grazie per la vostra intenzioni di preghiera!
Preghiera dell'Unione! Fr. Roger che vive nel territorio di Dungu nord-est della Repubblica Democratica del Congo! Dr. Clemente NDEFU Chirurgo Zone Doruma



 

mercoledì 23 dicembre 2009

Notizie dal Congo Dicembre - Gennaio


Immagino che la marcia per la pace a Brescia sia stata un successo. Chi ama la natura costruisce la Pace.
Anche qui si comincia a vedere sacchetti stracciati plastica sulle strade mescolati a fango o polvere.Pile di ogni genere ovunque.
Stiamo uniti nella preghiera
p.Franco

Note sparse venerdi 15 Gennaio 2010

Siamo già alla metà del mese di gennaio. Stamani il cielo era scuro,sembrava che piovesse. Non era possibile vedere l’eclisse di sole. Gennaio è il mese con le giornate più corte. La Luce al mattino arriva 20’ dopo. Molti arrivano in ritardo alla messa perché si alzano con la prima luce dell’alba.Non usano la sveglia. Quella del gallo è piuttosto arbitraria.
La lampada al neon di 20 watt illumina l’angolo della chiesa dove leggiamo il breviario.è con sorpresa quasi oscurato da una schiera di termiti, le prime della nuova stagione. Hanno doppie ali che perderanno in fretta. Decine e decine volano intorno alla lampada. Dobbiamo almeno di un metro allontanarci per non essere infastiditi da esse. All’alba hanno poi smesso di venire. Uscendo dal buio della termitiera vanno in direzione della luce che alle 5h30 del mattino veniva solo dalla chiesa.
Verso le 9h una mamma era pronta per accompagnarmi in un quartiere per visitare sette ammalati che abitualmente ricevono il sacramento del perdono e l’Eucarestia. Sono sei anziani e un adolescente spastico. Un’anziana è cieca. Passando tra i cortili mi intrattengo volentieri anche con altre persone. La visita agli ammalati è buona occasione per entrare in contatto con molte persone e tra loro molti visi ancora sconosciuti. C’è chi frequenta la setta “Bima”,altri “Testimoni di Geovah”,altri il gruppo protestante americano “ AOG” e “SECA”. Tutti sono gentili e contenti di incontrarmi. Due bambini mi abbracciano alle gambe. Altri mi seguono e mi fissano gli occhi. Non sono abituati a incontrarmi. Dei bambinetti scappano, hanno paura dell’uomo bianco. In città non mancano degli “albini”. C’è chi capisce la loro malattia ma altri li pensano come degli stranieri o comunque figure strane. In un angolo del quartiere ho trovato più cortili con giovani e adulti intenti a creare dei vasi in terracotta per la cucina. Una giovane donna sta per caricare sulla schiena dei grandi vasi e portarli al mercato a un km in città. Un ragazzino sta completando la produzione della sua quarta piccola tavola mentre più in là un giovanotto costruisce delle sedie con del legno ancora troppo verde. Un vecchio papà invece ricava da una scorza di albero delle corde per costruire tetti. Una giovane mamma sta silenziosa e triste e guarda.E’ ammalata. Mi fermo. Le parlo e poi prego con lei e la benedico. Non so se sia cattolica. Ma è contenta della mia attenzione. Un’altra giovane donna è contenta che entri nel suo cortile e ammiri i suoi vasi. Scambio delle battute e la benedico e me ne vado.Dall’altra parte della strada principale c’è un grande cimitero. Degli uomini stanno scavando una buca.
DOMENICA SERA,17.01.10
Stamani viaggiando per andare al km 22 a celebrare la messa ed incontrare i cristiani ho incontrato sulla strada sterrata tanti bambini e qualche adulto intenti a catturare tante termiti che nella notte avevano sciamato. Tantissime ali erano visibili che esse perdono per poi accoppiarsi e andarsi a nascondere nella terra tenera del campo dove nascerà la nuova termitiera.

NOTE SPARSE: Capodanno 2010 a ISIRO


Eccomi di ritorno da un lungo viaggio in foresta a celebrare il Natale in tre Centri remoti:al km 75 alla notte, al km 105 alle 13h del 25 e la domenica 27, rientrando al km 45. Ho battezzato una trentina di bebè. In questo viaggio non sono mai caduto ma il motore mi si è spento più volte, per mancanza di rapidità a cambiare marcia. La strada è come le montagne russe. Ho avuto molti contatti con le persone. Ho ascoltato molto. Ho parlato molto.
Fra qualche ora festeggeremo il nuovo anno. Alcune persone insieme a Hakima, suora missionaria comboniana egiziana, hanno preparato la preghiera per la veglia notturna. Cominceremo alle 21h e termineremo con una stretta di mano o abbraccio di augurio di pace, poco dopo le 24h;  ognuno quindi tornerà al suo cortile per dormire. La luna splende e aiuta a vedere bene la strada.




CAPODANNO 16h40

Alla veglia di san Silvestro eravamo soprattutto degli adulti.Due piccoli neon da 20 watt, alimentati da una batteria di macchina illuminavano la navata centrale. Un neon da 16watt invece illuminava l’ambone. Eravamo tutti nella penombra. Vari interventi hanno aiutato tutti a stare svegli e a pregare. I membri di tre gruppi: Rinnovamento nello Spirito, Legione di Maria, Commissione Giustizia e Pace hanno animato l’assemblea.
Prima di andare a dormire ho terminato nella sala da pranzo, di impacchettare il giornalino della parrocchia. Questa mattina alle 6h15 due moto sono ripartite in direzione Est al km 135. Erano i piloti delle moto della nostra Missione di Mungbere. Lungo il percorso avevano il compito di depositare in tre centri di settore i nostri bollettini mensili.La nostra parrocchia si estende fino al km 105 sull’asse Est-Ovest. I motoristi erano in tre all’origine;portavano a bordo tre suore comboniane venute per prendere l’aereo in città ed andare alla assemblea loro.
Alle 6h30 ho presieduto la messa solenne in rito congolese. Ci saranno state 1500 persone. Non usiamo l’incenso dentro il turibolo ma un vaso di terracotta, simbolo del focolare e della tradizione locale dove si inserisce la Buona Novella. Il confratello spagnolo, José, parroco ha concelebrato nonostante debole a causa della malaria. Alla fine della messa però gli ho chiesto che faccia gli auguri alla comunità parrocchiale di Buon Anno. La messa è durata due ore, cosa normale alla festa.



Carissimi amici,

ho celebrato la santa messa alle 6h15 e poi mi sono messo a salutare le persone sul sagrato. Poco dopo,una schiera di bambini sono venuti in sacrestia a ritirare una ventina di scopini fatti con le nervature dei rami di palma e si sono messi a scopare con grande gioia la grande piazza in terra battuta intorno alla chiesa e di fronte alle sale,uffici parrocchiali. All'interno un gruppo di adulti donne e uomini hanno alzato i banchi e pulito il pavimento in cemento della chiesa.Bello!! Domani festeggiamo l'Epifania. Festeggiamo con la venuta dei"Re Magi" l'Infanzia missionaria". I bambini hanno una spontaneità che tante volte dovrebbe essere invece negli adulti per offrirsi ad aiutare la comunità parrocchiale. La spontaneità nel bene trascina altri ad imitare il bene! Che Gesù Bambino cresca in noi tutti.

Un abbraccio   p.Franco


La festa del Natale diventa per grandi e piccoli l'occasione per mettersi insieme e pensare qualcosa di bello che fonda la nostra ragione di vivere. 
C'è il grande presepio messo in chiesa e poi vicino i piccoli presepi fatti coi bambini nei quartieri.
Eccomi vestito con una tunica liturgica che uso nei villaggi intento a benedire l'assemblea dopo le preghiere di perdono fatte dopo la recita o canto del "credo". L'aspersione diventa occasione di pensare alla parola di Dio che purifica il cuore come l'acqua lava il corpo.Dopo la messa eccomi seduto all'altare solo con degli adulti intento a verificare il quaderno di cassa della piccola comunità cristiana.




Carissimi amici di Brescia,

la festa del Natale è sentita anche qui.Grande celebrazione liturgica,battesimi comunitari di bebè a metri cubi e cibo straordinario.

Gli adulti e le famiglie sperano di avere della carne o del pesce sul piatto. Altri sperano di avere un vestito nuovo (usato) al posto del solito stracciato e senza colore.
Gli adulti devono celebrare la festa con dell'alcol altrimenti non è festa. Il registratore sarà ad alto volume. I ragazzini sono ben contenti di venire a sedersi davanti al mio ufficio a guardare le immagini di vecchie riviste e altri provare anche la gioia di saper leggere qualche cosa.
Io farò molti km a zigzag tra le buche per assicurare la celebrazione in tre centri tra Natale e la domenica vicina.
Natale è una festa percepita come augurio di speranza e di invito alla gioia. Dio ci ama. Dio si è fatto uomo per esserci vicino.



In questo mese visiterò 16 villaggi. Il più lontano è al km 105.Passerò sette notti fuori.
Assicurerò la messa in tre centri, cioè i più lontani, mentre altri tre miei confratelli staranno nei centri più vicini.
La notte, di Natale, alle 20h sarò al km 75; alle 12h del 25 celebrerò al km 105;il 26 lo programmo solo per viaggiare e avvicinarmi alla base;andrò a dormire al km45 e celebrerò la domenica 27 alle 10h, quindi rientrerò in città. A Natale e nel tempo pasquale battezziamo solo bebe. Ne battezzerò un cinquantina. Non esistono come in Europa singoli battesimi o singoli matrimoni, dove la data è in oltre fissata dalla coppia. Due volte all'anno offriamo una sessione di formazione per i genitori dei bebè da battezzare e due sessioni alle coppie intenzionate a ricevere la benedizione sacramentale. Tantissime coppie sono di fatto una famiglia con tanti figli,+-8, senza essere regolarizzate allo stato civile o in chiesa.
Giorni fa mi hanno accompagnato a mezzogiorno a pregare al capezzale di un moribondo anziano all'ospedale generale della città. Il papà non parlava più; i suoi occhi erano quasi spenti. Alzai la voce e gli strinsi la mano. Ho visto uno sforzo a muovere gli occhi come per dirmi qualcosa. Capiva ancora. Il suo matrimonio era stato una convivenza. La sua moglie e dei figli erano. Aveva capito della mia presenza. Avevo l'impressione che il suo volto si era rasserenato. Nella notte spirò.Lo stesso giorno all'imbrunire sono andato a battezzare un bambino handicappato agli arti. Aveva circa otto anni. Mi aspettava sdraiato su un lettino di rami di palma,in cortile.Era coperto da un lenzuolo. Aveva due occhi svegli e felici. Sapeva più di una preghiera bene. Una mamma catechista l'aveva spesso visitato. Gli ho dato solo il battesimo in attesa che qualche familiare lo porti in chiesa una volta al mese e poi riceva altre lezioni e quindi a pasqua riceverà la prima comunione.
Un modo pratico per trasportare un bambino è di legarlo alla schiena dell'adulto. Oggi ho sorpassato con la moto una bici, condotta da una ragazza;ero su un sentiero. Lei portava dietro un fratellino e dietro a lui una sorellina che a sua volta portava sulla schiena un bebe. Andavano disinvolti in quattro.
Per i Il tempo della secca è cominciato; avrò meno difficoltà sulla strada.
Nessuna pubblicità commerciale si vede in città. Solo la piccola radio diocesana che trasmette qualche ora al mattino, fà sentire dei canti di Avento in lingala.
I bambini faranno nei quartieri, guidati da degli adulti delle casette con dentro delle statuine con legnetti teneri della pianta di rafia. Le porteranno nella chiesa parrocchiale il giorno dei bambini santi innocenti.
Il presepio è conosciuto fin'ora solo in chiesa. Nelle case della gente si entra in genere solo per dormire.IL babbo natale è un personaggio sconosciuto e proprio del mondo commerciale europeo. Che questo tempo di preparazione al Natale ci aiuti a scoprire la novità di Gesù nel nostro mondo alla ricerca di sicurezze umane e di pace. Che il ricordo di Gesù bambino ci aiuti a trovare uno stile di vita, sereno, semplice e responsabile nel nostro pianeta Terra.


DOMENICA 13 DICEMBRE

Oggi ho celebrato due messe.
Una messa dura la media di due ore. Invece di celebrare all'interno della chiesetta, abbiamo pregato nel cortile confinante dove era stato seppellito qualche ora prima un bravo animatore della comunità cattolica. In foresta la gente viene seppellita nel cortile di casa. Molta gente aveva passato la notte a pregare e danzare in memoria del defunto. C'era una atmosfera di serenità, nonostante le grida della figlia del giorno prima.
Il canto religioso porta pace e innalza i cuori al cielo. Il canto è sempre accompagnato dalla danza.
Quindi alle 11h sono ripartito per un altro villaggio dove ho cominciato la messa alle 12h. Là mi aspettavano secondo il programma. Verso le 14h abbiamo terminato. Mi sono intrattenuto con le persone per un po' e là mi hanno offerto il pranzo.Alle 16h30 rientravo in città. Ora ho un po' di fastidio alle gambe. Dovevo alzarmi spesso in piedi sulla moto per parare i colpi delle buche sulla schiena. Le letture della domenica erano di speranza: gente toglietevi il manto del lutto e rivestitevi del manto della speranza e della gioia. Il popolo d'Israele era oppresso da tante sofferenze; anche la nostra attuale umanità. Dio ci vuole mandare un liberatore e salvatore:Gesù Cristo. IL suo Spirito è forza e vita per creare un Mondo Nuovo. Il suo Spirito è il nuovo manto da vestire:nuova mentalità e nuovi stili di vita saranno i segni di questo manto nuovo. Nelle mie prediche sottolineo che Dio non ci chiede di dormire per terra per manifestare il lutto ma di offrire spiritualmente sull'altare le nostre sofferenze e riempire le nostre giornate di gesti di amore.


SABATO 12 DICEMBRE

eccomi in posa per una foto ricordo.Normalmente viaggio accompagnato da un giovane o adulto. Non carico bambini.
Ma la gente è abituata a viaggiare a tre in moto o in bici.
Questo pomeriggio mi sono fermato a benedire la salma di un papà, animatore della piccola comunità cattolica. Era morto ieri pomeriggio in città all'ospedale. Sono stato al villaggio,lontano 22 km. Avevo promesso di arrivare per una preghiera e la benedizione della salma e tomba. Infatti dopo poco lo hanno interrato per paura che il corpo ormai gonfio,scoppi. Per il trasporto avevano seduto e legato il cadavere all'autista della moto e poi un altro adulto gli si era seduto dietro. Altre volte siedono il cadavere su una sedia con braccioli e la legano sul portapacchi di una bici. Gli coprono il volto. La gente si arrangia come può. Le macchine sono rare e care. Non possono andare lontano. Le strade sono quasi impossibili.


DAL CONGO:BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO P.FRANCO BARIN comboniano





lunedì 26 ottobre 2009

Note sparse da Isiro


La Domenica delle Missioni è passata ma LA MISSIONE CONTINUA. Vi ho mandato una foto scattata davanti all’altare della nostra chiesa parrocchiale, Sainte Anne. Ho dato in mano ad alcuni bambini un libretto, LA BIBBIA DEI BAMBINI. E’ scritto in modo semplice e sintetico. E’ un’opera finanziata dall’associazione tedesca, “Aiuto alle Chiese dell’est”. E’ un testo che aiuta non solo i bambini ma anche chi si avvicina al testo sacro per la prima volta e non ha grande cultura. Sono stato la settimana passata cinque giorni in foresta in un settore a me nuovo per aiutare la parrocchia di Nangazizi, confinante,che da un anno è senza preti e suore africani. I cristiani mi hanno accolto con molta gioia e mentre passavo in moto sentivo grida di gioia e sbracciamenti di saluto.

Ero accompagnato da una guida di comunità cristiana del primo villaggio confinante, dove già feci visita un mese fa. Arrivavo ogni sera verso le 17h30. Molti bambini erano curiosi di vedermi anche perché da anni non passava più un missionario bianco. Alcuni di loro avevano paura ad avvicinarsi a darmi la mano. Ho passato molte ore, sia al mattino che alla sera seduto nella “veranda” dal tetto di foglie ad intrattenermi con la gente che veniva a salutarmi. Verso le 21h mi offrivano da mangiare e poi mi ritiravo e mi chiudevo nella casetta di fango a volte fresco! Al mattino restavo a letto fino alle 6h30 anche se la gente già alle 5h45 era in piedi a causa della luce solare che dà inizio alla giornata; poi andavo in chiesa a sedermi e a pregare davanti al crocifisso,legato ad un legnetto con delle fibre vegetali. Quindi verso le 7h pregavo in lingala con l’aiuto di di un libretto e con alcuni collaboratori. La messa era programmata spesso verso le 11h. La gente è molto lenta nel fare le sue cose. Non ha fretta. L’orario è qualcosa di approssimativo.
 
Io cerco sempre di fare di ogni incontro e discorso con le persone qualcosa di costruttivo. Cerco di valorizzare le loro qualità e stimolare ad unire i “talenti” invece di sotterrarli. Tutti nella loro povertà sono ricchi e hanno almeno un “pane” o “pesce” da lasciare benedire e mettere in comune.
 
Il mio safari era cominciato con un incidente di moto su un tratto scivoloso, dove il sole non entra mai. Credevo di annullare il viaggio ma mi hanno incoraggiato e dopo due km ho trovato un piccola casetta in fango dove un giovane infermiere mi ha cucito cinque cm di pelle,tagliata in modo netto dalla barra di direzione della moto. Era la pelle del ginocchio destro. Il ferro aveva sfiorato la rotula. Il sangue usci poco. Il giovane,un po’ emozionato a curare uno straniero, è stato bravo. Mi ha chiesto per fattura come due euro. Gli ho regalato un esemplare della nostra rivista missionaria africana in francese. E’ l’unica rivista che gira un po’ tra la gente della città. La proponiamo come formazione permanente in tutti gli ambienti sociali. Ripeto spesso che l’intellettuale non è colui che ha un titolo di studio ma colui che si coltiva nella lettura. Non c’è la cultura della lettura. Ma c’è comunque voglia di apprendere;specie per avere un titolo scolastico.
 

Ottobre missionario in Congo: Bibbia per bambini


Carissimi amici,

nel territorio della parrocchia ci sono tante chiese nuove che potremmo chiamare anche sette. Molta gente è ammalata e ha paura degli spiriti maligni. C'è molta superstizione. La gente è anche molto ignorante. Una organizzazione tedesca cattolica " Kirche in Not" finanzia da anni BIBBIE per bambini ma adatte anche alla gente grande ma di poca cultura. Il volumetto traduce la BIBBIA in un linguaggio semplice e modo sintetico. Piace ai piccoli e ai grandi.
Eccovi una foto con alcuni bambini aventi in mano il libretto.
Ad ogni cristiano tocca il compito di trasmettere con l'esempio, la bella notizia di un Dio che ci ama in Gesù Cristo.
Un abbraccio vostro p.Franco

giovedì 17 settembre 2009

Il Vangelo penetra nella foresta



Oggi sono stato a visitare un villaggio della tribù Mgbetu.Si chiama, Nekpakpalakpa. Ci vogliono quasi due ore di viaggio in moto. Sono circa 32 km. Al km 20 un adulto,responsabile del settore pastorale,Beli, mi ha accompagnato.Poichè ci andavo per la prima volta, desideravo essere accompagnato. La piccola comunità non riceveva la visita di un prete dal novembre scorso. C’è una scuola elementare. Quasi un mese fa avevo mandato una lettera con la data della mia visita. Erano in tanti ad aspettarmi.Il villaggio appartiene ad una parrocchia gestita da preti diocesani locali. Da Novmbre scorso loro hanno abbandonato la parrocchia e cosi pure le suore locali. Un conflitto tra il capo locale che aveva sollevato parte della popolazione contro i consacrati si era creato e ora è in fase di risolversi. Oggi ho programmato con la gente una mia visita di cinque giorni alla terza settimana di ottobre. Lascerò Isiro il martedi a 6h30 e rientrerò sabato sera per le 18h. Un papà mi aspetterà al km 30 per benedire delle tombe a 300m dalla strada pricipale e poi mi accompagnerà tutta la giornata.  Porterò con 4l di H2O e poi ne farò bollire sul camino. Oggi La gente mi ha ascoltato con interesse. Avevo guidato un’ora di colloquio con gli adulti. Durante la messa mi sono permesso di fare una predica di 20’ intorno a Gesù che guarisce il sordo muto.L’attenzione eraa buona. Abbiamo cominciato la preghiera della Messa a 12h 20. Cantavano canti interminabili. La messa durò due ore e mezza. Potevo pranzare alle 12h20 una volta terminato di praticare il sacramento del perdono ma ho preferito incominciare la messa per non perdere la tensione in seguito al pranzo. Cosi ha mangiato manioca, banana cotta e pollo solo alle 15h45.
Forse la persona più  stanca alla fine della messa era proprio il sottoscritto. La pioggia ci ha oscurato il cielo e la lettura era divenuta faticosa all’interno della chiesetta in fango e foglie sul tetto. Intorno alla chiesetta c’erano maiali liberi e galline e capre che rendevano l’ambiente veramente campagnolo. C’erano dei bambini  molto belli, ben vestiti, svegli e molto attenti.
Una breve pioggia arrivò  mentre eravamo ancora in preghiera. Non ci disturbò molto ma portò  frescura e anche disagio alle persone vestite leggere. Il tetto era in foglie di rafia. Era stato ben fatto.
C’era aria di festa. Ripartii dopo avere stretto molte mani calorose e occhi felici. Avevo passato sei ore tra di loro. Ora sento la stanchezza della giornata.