lunedì 17 agosto 2020

Note Sparse - Agosto 2020

 

Questi due fratellini gironzolano per il paese cercando clienti

a cui vendere le corde per scalare le palme.




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Due container sono arrivati per l'ospedale. Sette cartoni erano per la parrocchia con libri e riviste.

Anche due pc e una stampante. Ciò aiuterà sia le scuole che le singole persone.






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Domenica 3 agosto dopo una notte di pioggia, davanti all'ospedale,

un lungo camion attirava l'attenzione di tanti abitanti.







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Produciamo olio di palma. È molto venduto. I pigmei sono bravi a scalare le piante.






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Davanti all'ospedale i bambini si alternano a vendere mascherine fabbricate dai loro genitori aventi una macchina da cucire in casa.




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mercoledì 20 maggio 2020

Il Coronavirus in CongoRd




Le scuole sono ancora chiuse a causa del coronavirus. Molti alunni sono nei campi ad aiutare la famiglia. Altri come costoro sulla foto girovagano specialmente davanti all'ospedale per vendere cibo pronto da consumare preparato dalla mamma o nonna . Pesce salato misto a semi di zucca e radice di manioca. In un altro secchio in dei cartocci c'era pezzetti di makako ai ferri e MANIOKA. Altro secchio ancora dei dolcetti.



Ecco l'ingresso dell'ospedale prolungato con dei teloni per distanziare i visitatori.
All'ingresso c'è un giovane disabile cioè senza una gamba che offre del sapone liquido e dell'acqua.
Da inizio maggio è obbligo dentro l'ospedale portare sempre la mascherina.


C'è un certo senso dell'igiene.Ecco che non lontano dall'ingresso dell'ospedale su dei sacchi sono disponibili le banane.


Solo alla domenica celebriamo la Messa solo una decina di persone. Usiamo tre microfoni per ridurre i rischi di contagio. Il celebrante resta solo all'altare. Sopra il tetto ci sono due grosse trombe per raggiungere la gente nei propri cortili.



 Non faccio entrare nessuno nel mio ufficio ma accolgo seduto a distanza sotto una piccola veranda.

Attualmente in CongoRd si contano ma soprattutto alla capitale circa 1000 contaminati e una sessantina di decessi. Faccio riflettere le persone che si avvicinano a prender sul serio il pericolo "vagante".




giovedì 9 aprile 2020

Pasqua 2020

Carissimi amici e conoscenti, che la Pace divina sia con voi. 

Oggi martedì santo vi scrivo con un contesto sociale di crescente paura verso il coronavirus anche qui e che già da voi ha mietuto tante vittime e sta mettendo lo spirito di ognuno a dura prova. 

La gente qui visse già degli allarmi al virus come quello di Ebola ma adesso quest’ultimo mette tutti in molte più difficoltà. A livello del Congo il virus sta colpendo molto ora la capitale Kinshasa e precisamente il quartiere delle ambasciate, Ngombe. Mi trovo a 2000 km a est ma da alcuni giorni, due casi sono stati registrati anche a Bunia, vicina città di frontiera. La mia parrocchia di Mungbere –visibile con google- è lontana per strada circa 400 km. 

A proposito, sabato mattina ho conosciuto Denise, una giovane studentessa in medicina che frequenta a Bunia il secondo ciclo universitario. Ha colto l’occasione di 4 moto che rientravano a casa dopo avere trasportato mercanzie. Anche le lezioni universitarie sono sospese a tempo indeterminato cosi come tutta la vita sociale che è in frenata. Ho avuto un attimo di timore di essere infettato dalla ragazza. Lei come tutti pensa di non essere infetta ma la verità di questo virus è di cogliere le vittime di sorpresa! Le ho offerto la possibilità di leggere qualcosa della mia biblioteca. Abbiamo un salone dove lei po’leggere indisturbata. Lascio per prudenza il libro nel salone per il tempo che desidera e per non rischiare un eventuale contagio. Ho cominciato a fare attenzione alle maniglie delle porte in comune che potrebbero essere infettate! Le occasioni in comunità di infezione sono varie. In più momenti istruisco specie le persone che vivono e lavorano da noi di osservare soprattutto alcune semplici attenzioni sull'uso delle mani, del sapone e di tenere una distanza almeno d’un metro! 

Tre confratelli lavorano in ospedale. Là abbiamo 140 letti, tutti occupati e con alcuni malati di TBC ma sotto controllo. Molta giovane popolazione è sieropositiva. Siamo quasi confinati, non visitiamo più i villaggi, non ci sono più attività scolastiche, sportive e religiose. 

Al mattino comunque passo del tempo vicino alla grotta della Madonna dove c’è gente che discretamente viene a pregare e verso sera mi siedo a qualche metro fuori dell’ufficio su una panchina lunga. Cosi permetto a qualche persona di avvicinarsi ma a distanza. E’ imbarazzante non potere gestire incontri né darsi una stretta di mano ma anzi invitare l’altro alla “distanza”. Sembra essere diventati nemici. Non andiamo nei quartieri a dare sacramenti ma confidiamo negli animatori di quartiere. A chi si avvicina all'ospedale gli si fa lavare le mani con cenere, buon disinfettante rurale. Si fanno distanziare le persone in attesa agli sportelli. 

Le celebrazioni del Triduo pasquale saranno in forma ridotta e trasmesse attraverso due vecchi megafoni posti sul tetto della chiesa. Viviamo un certo rischio ma confidiamo anche in Gesu’ Cristo che vogliamo celebrare come il Signore dei vivi e dei morti. Chissà cosa vuole Dio Padre farci capire attraverso questo disastro umanitario 

Attualmente al mattino sorveglio la produzione di olio di palma. Ci lavorano spesso 2/4 persone. Abbiamo un centinaio di palme a 150m da casa cioè dietro l’ospedale. Altro tempo lo passo leggendo chiuso in ufficio da solo. 

Buona Pasqua 

vostro Padre Franco Barin                     Missione di Mungbere, il 07-04-2020 RDCongo

giovedì 5 dicembre 2019

MUNGBERE IN CONGO RD

03/12/2019

Eccomi alla fine della giornata anche per pensare agli amici, benefattori e parenti. 

La grande festa del Natale non e’ più lontana. 

Solo in chiesa si possono trovare dei segni con colori e frasi che invitano a pensare al Dio che si fa uomo per stare in mezzo a noi e guidarci nel quotidiano e nelle nostre relazioni umane. 

Ho abbellito la chiesa parrocchiale con due striscioni di color viola e preparato una corona d’Avvento con 4 candele a petrolio. Piace. 

E’ il mio secondo Natale in questa parrocchia. 

Sono stato a lungo in Italia soprattutto per curare la salute. Ora là è freddo mentre qui la notte abbiamo 25°. Si dorme bene e appena con un lenzuolo. 

Sono contento di essere rientrato. Sento che è qui il mio posto. Un po’ di nostalgia mi prende sempre quando si tratta di partire e per tempi lunghi, tre anni. 

Ieri, lunedì la Chiesa cattolica ha celebrato solennemente la santità della martire suor Anuarite. Ovunque le scuole cattoliche hanno partecipato in massa alla messa o celebrazione religiosa ma senza sacerdote. Il coraggio di quella giovane suora africana, nativa di questa mia diocesi di fronte alla prepotenza delle armi resta un grande esempio a noi tutti. 

Ero andato in moto e da solo alla cappella lontana 22 km di Apodo. La moto dopo 17 km di corsa si è spenta. La candela era molto sporca di benzina. La corrente non passava più. Dopo alcuni tentativi di accenderla ecco un “ buon samaritano”. Un giovane uomo in moto mi incrociò e si fermò per darmi una mano. Era diretto alla città di Isiro cioè 140 km dopo. Con lui c’era la mogliettina col bebè, una donna anziana e un bagaglio voluminoso. Dopo 30’ potei ripartire. Mi aspettavano per la messa circa 300 alunni e un po’ di adulti. Si cominciò con un’ora di ritardo. 

Prepariamo il Natale con tanti bei gesti di generosità e sempre pronti a cogliere il positivo nonostante l’imprevisto come è successo a me.




mercoledì 17 aprile 2019

Buona Pasqua 2019


Carissimi amici, ho qualche difficoltà a tenere contatti più frequenti con voi attraverso il blog. Veramente il mio testo periodico per Natale e Pasqua è il minimo che possa fare. Comunico di più attraverso whatsapp ( 00 39 3456 084 137 ). Però tengo a dire che il sistema internet qui in missione è limitato all’abitazione mentre è relativamente più facile il contatto telefonico semplice ( 00 243 81 544 93 64 ). Avviso però che la comunicazione internazionale ha altri costi. Un sms costa 8cent).

Il tempo delle piogge è cominciato con aprile. Non abbiamo ancora piogge intense.

L’economia locale è piuttosto agricola. Tanti giovani abbandonano la campagna e vanno a vivere a 150 km dove ci sono tante piccole miniere artigianali dalle quali estraggono l’oro e talvolta i diamanti. Molti vivono alla giornata e sprecano i soldi in poche ore.

Ci occupiamo in parrocchia specialmente del mondo scolastico e sanitario. Cerchiamo di mettere in piedi dei gruppi d’impegno e di sviluppo nei singoli villaggi. Sono 31 quelli che hanno una piccola comunità cristiano-cattolica. Soprattutto qui al centro al mattino siamo tempestati da canti, musiche e discorsi attraverso forti megafoni di sei sette. I musulmani hanno una catapecchia ma si fanno sentire.

Tra le derivazioni protestanti ne accettiamo due; riconosciamo il loro battesimo. Il discorso “ Laudato si “ del Papa sull’appello “salviamo il pianeta” è difficile da fare passare. Le motoseghe aumentano e il loro rumore domina la calma della natura.

C’è una mentalità nuova di responsabilità e collaborazione da fare crescere. Padre Pierre e fratel Joseph sono presenti nella scuola secondaria dando alcune lezioni mentre suor Bernadette è la preside.

L’alcool e l’alcoolismo sono diffusi. Ma ci sono brave persone che con la loro umiltà e generosità aiutano allo sviluppo. Prossimamente avremo un nuovo piccolo dispensario diocesano costruito in modo serio e non più in una capanna. Ieri ho celebrato la festa delle Palme a 15 km nel villaggio DIFORO PLANTATION. E’ proprio là che ho visto quasi tutti i materiali riuniti per cominciare le fondamenta e arrivare in fretta al tetto!!

La festa di Pasqua si avvicina. Pensiamo che Gesù è più forte della morte. Egli conta sul contributo della piccola moneta di ognuno di noi. BUONA PASQUA da P.Franco e comunità.

Domenica delle Palme - Una ragazza madre offre a Dio il suo bebe'.

La comunità cristiana ha finanziato in poco tempo  la produzione di 20 banchi.

Ecco il secondo lotto di banchi per la chiesa. La colletta di tanti ha dato una cifra significativa per passare alla realizzazione. L'unità fa la forza.

Il nostro mezzo di trasporto comune è la moto. E' facile arrivare dappertutto. Questo modello giapponese costa caro ma si guasta raramente

L'uomo con la cariola aiuta nell'attività di produzione de l'olio di palma. Lui invece soffre di disturbi mentali.

Due adolescenti fanno alcune ore di giardinaggio.






I bambini e i pigmei che vivono nel nostro convitto sono circa un centinaio.
Eccoli a collaborare a fare scopini.

mercoledì 5 dicembre 2018

NATALE 2018


Mission Mungbere, 30 ottobre2018 

Carissimi amici, eccomi nella mia nuova comunità.

Impiegai otto ore di moto per arrivare a destinazione: la Missione Mungbere. Padre Georges (Jorge in spagnolo) prese il mio posto. Non so quali calcoli fece il mio confratello “superiore provinciale” Joseph per decidere di spostarmi. In un primo scambio di posta mi chiese la disponibilità per mandarmi a 1000 km nella missione di Bondo, molto a nord, nella povera diocesi di Bondo. Dopo le mie reticenze mi propose Mungbere dove c’è anche l’ospedale Anoalite con 140 posti letto e 4 medici. Il responsabile numero uno è P.Gianmaria di Albiate (MI)comboniano. Qui siamo sette confratelli: P.Pierre del Togo, P.Sisko (il sottoscritto), P.Manolo della Spagna, fratel Daniele e fr. Joseph congolesi della regione; fr.Genesio, amministratore dell’ospedale, è di Marostica. L’attività dell’ospedale marca molto il ritmo locale della comunità. Tre confratelli e suor Alba-Rosa comboniana messicana sono là a tempo pieno. Le suore comboniane sono quattro. Suor Maria, messicana si occupa delle donne pigmee. Sour Bernadette congolese, è preside della scuola secondaria mentre suor Paola di Vicenza, insegna economia domestica ad un gruppo piccolo di donne locali

L’ospedale è l’opera visibile di una Chiesa che vuole essere vicina ai poveri ma con competenza e onestà. Tanta gente cerca ancora nella superstizione una risposta ai suoi problemi. La strada è pessima, quasi inesistente. Ciò rende la vita difficile e i costi dei trasporti elevati. Nonostante tutto molti malati vengono da lontano. Un papà coraggioso e di fede, noleggio’ due moto per fare 500 km con sua figlia, malata di tumore ad una mammella e il suo bebè. 

Nella missione precedente cioè di Dondi (Watsa) dopo tre anni di presenza avevo acquisito abbastanza il controllo della vita locale e della situazione in generale. Invece ora faccio l’esperienza dello “sradicato”. Non conosco le abitudini della comunità né quelle della parrocchia o dell’ospedale e vita cittadina.

Giovedi 15 novembre 2018: Oggi invece di pregare la messa sono andato nel quartiere Telekudu al centro di ascolto. Sono arrivato alle 6,20 senza preavviso. C’erano già nove anziani di cui due uomini. Dopo un’ora eravamo 13. Era la mia prima visita. Ho dovuto chiedere a più persone come arrivarci. Ma gli ultimi 200m li ho percorsi accompagnato. Ogni giovedi teniamo le porte della chiesa chiuse per invitare i cristiani a trovarsi nel quartiere e riascoltare insieme la Parola di Dio della domenica. E’ stato un bel momento d’incontro. Mi hanno offerto in fretta una sedia in plastica mentre loro erano seduti su delle panche composte da tre bambu’.

I nomi dei villaggi e delle persone mi suonano sconosciuti. Non conosco le persone, ma mi sento accolto dalla comunità e anche dai vicini collaboratori. Insieme costruiamo la Chiesa.

La cucina della comunità mi dà appetito. A tavola ci sono spesso molte verdure e c’è una buona marmellata. Il dolce non è più una rarità. 

Quale sarà il mio ruolo? C’è molto da dire. Padre Pierre segue i giovani e molto l’internato nonché la scuola dei bambini pigmei che sono più di 100. I pigmei sono alcune centinaia sparsi nella foresta della nostra parrocchia. 

La comunità cristiana ha una quarantina di villaggi e poi al centro è articolata in tanti gruppi. 

Ci sono tante chiesette che potremmo chiamare sette o chiese del “risveglio”. L’economia principale era una volta data dalle molte piantagioni di caffè gestite da greci. Non resta più nulla. La foresta nasconde parte delle rovine. La gente vive principalmente di agricoltura. Tanti giovani scappano verso le piccole miniere di oro a 200 km. La mia precedente missione era in un territorio aurifero. C’è un sottosuolo ricchissimo di oro. L’Africa è ricchissima di tutto…!!! Tante sono le complicità perché non si sviluppi!!!

Giovedi 29 novembre: stamattina presto prima delle sei sono uscito a piedi per raggiungere un gruppo di quartiere chiamato in Italia “centro di ascolto”. Esso ha una cadenza settimanale. Le persone si ascoltano e ascoltano insieme il vangelo della domenica passata. Al mio arrivo alle 6,15 c’erano già una trentina di loro soprattutto adulti. Al più tardi alle 7,30 tutti partono per occuparsi delle tante attività quotidiane: attività casalinghe, scuola, piccolo commercio, ospedale, agricoltura. La vita locale comincia con l’alba alle 5,30. La casetta che ci accoglieva aveva per pavimento la terra, per muri del fango impastato con canne piccole di bambù e per soffitto della paglia. Le pareti erano alte un metro. C’erano delle panche in bambù mentre altri sedili erano stati portati da casa. Sono arrivato all’improvviso e subito mi è stata ceduta la migliore sedia in plastica, modello ormai molto diffuso anche in foresta.

Che Gesù Bambino vi benedica BUON NATALE

Un caro saluto Padre Sisko Barin