lunedì 11 aprile 2022

Pasqua 2022

 17 aprile, Mungbere, diocesi di Wamba

Carissimi amici e conoscenti, fra qualche giorno celebreremo la Domenica delle Palme. Noi, qui cominceremo la processione davanti al nostro ospedalino che sta situato 100m lontano dietro la chiesa. Il parroco Olivier, nativo della città di Isiro resterà al centro mentre gli altri confratelli sacerdoti saranno in foresta.

Fra qualche giorno arriverà tra noi per celebrare il triduo pasquale il caro confratello Léonard Ndjadi, padre provinciale dei Comboniani in Congo RD.

Mercoledì santo avrò un colloquio privato con lui. Una nuova destinazione mi aspetta. Sono disponibile a spostarmi dove lui crede sia migliore il mio servizio alla “ Missione” Mi trovo qui dall’ottobre 2018.

Ci sarebbe molto da raccontare della mia esperienza missionaria. Lascio a voi il tempo per pormi delle domande.

Attraverso soprattutto le foto che mando via per WhatsApp faccio partecipi tanti della mia vita locale.

Siamo una comunità grande di otto persone. Tre sono a tempo pieno all’ospedale. Io visito i villaggi ma soprattutto la domenica. Al Centro organizziamo spesso sessioni di due giorni di formazione. Oggi una persona impegnata nella parrocchia e pure in un ufficio statale, papa Dido ha spiegato agli animatori di quartiere, le procedure per acquisto e vendita d’un cortile destinato ad una unità familiare. Ha insegnato pure le modalità legali di compra-vendita d’un campo.

Gli animatori di quartiere hanno un ruolo importante nella crescita di piccole comunità di base di quartiere. Ogni tanto facciamo tenere una piccola conferenza dopo la prima messa della domenica. Ora un tema grande che tocchiamo riguarda il rispetto dell’ambiente. I rifiuti in plastica aumentano e l’abbattimento di piccoli e grandi alberi è sempre maggiore. La foresta diminuisce e l’ecosistema cambia. Le nostre attenzioni pastorali vanno su più direzioni: le scuole, lo sport, la gioventù, nonché la formazione religiosa per motivare il nostro essere cristiani e difendere i credenti dalle numerose sette. Da alcuni mesi la nostra strada nazionale a causa della sua riparazione sta conoscendo un grande traffico e tanti incidenti.

A fine maggio conto rientrare in Italia per le vacanze e qualche visita medica. Un mese fa ho ricevuto il vaccino Johnson-Johnson.. Mi hanno rilasciato un cartoncino. Qui Covid 19 è passato senza guai.. C’è stato qualche caso.

Gesù è il Cristo di Nazareth. Gesù è il Risorto. Gesù è vivo tra noi Che dia coraggio e sapienza alle nostre famiglie e la pace in Ucraina.

Buona Pasqua vostro padre Franco Barin



Foto aprile 2022

 8 aprile 2022



Soprattutto durante il tempo di Quaresima organizziamo 'due giorni"
di formazione ai vari gruppi parrocchiali.
Suor Melis, messicana, parla a 22 anziani.
Non fede senza le opere.



Venti forti e piogge brevi ma intense causano guai





E' tempo per le termiti per sciamare ma moltissime vengono
catturate dagli abitanti e mangiate. sono ricche di proteine.





Ci sono bravi laici che danno lezioni.



Il nostro convitto ai alunni pigmei, 143 provenienti
da 24 accampamenti. E' una buona iniziativa ma
costa il loro mantenimento.



Respirate il profumo del giglio e mangiate qualche mora.


BUONA PASQUA !



mercoledì 22 dicembre 2021

NATALE 2021 nel cuore dell’Africa

 

Carissimi amici, parenti e conoscenti, tento di trasmettervi qualche pensiero e emozione. Sono seduto nel mio ufficio parrocchiale con la porta aperta per l’accoglienza; sono a 100m dal campo sportivo, posizionato davanti all’ospedale. Mentre là si disputa un match di calcio, un gruppo di giovani del gruppo Rinnovamento nello Spirito, è in chiesa cantando e ascoltando testi biblici. Un altro gruppetto dei Giovani della Luce, ha da poco terminato il suo incontro domenicale. Lo sport accoglie tantissime persone soprattutto giovani di fedi diverse ma con voglia di rilassamento. Un altoparlante potente legato in alto ad un albero del nostro sagrato lascia sentire un commentatore d’una partita di calcio internazionale che solo alcuni vedono da un piccolo schermo di 32” in una sala chiusa. Un privato costruì una saletta vicino, montata in modo rapido con assi e travetti e coperta da un semplice tetto in lamiera. La stagione secca è cominciata verso la fine di novembre. Il suolo è polveroso e con un po’ di vento la polvere viene sollevata. Nessuno porta la mascherina anticovid19. Solo dentro l’ospedale soprattutto il personale ospedaliero è tenuto ad usarla. Già da molti mesi non abbiamo casi di contaminazione. Ma a 220km nella città di Durba è arrivato un primo stock di vaccini di tre sorti. Una multinazionale sudafricana che estrae oro è l’anima dell’economia locale. Noi missionari non siamo in grado di assicurare tale servizio. L’aria folcloristica del Natale tipica in questi giorni in Europa qui proprio non esiste. Oggi sono rimasto al Centro a celebrare la domenica. La prima Messa era alle 7 e la seconda alle 9h30. La prima Messa è molto frequentata sia dai grandi che dai piccoli. C’è meno calore e poi dopo la preghiera ci sono gruppi diversi o commissioni che si riuniscono. Oggi la commissione Caritas aveva organizzato il pranzo di Natale per i poveri dei quartieri e qualche ammalato indigente dell’ospedale. Una trentina di secchi in plastica con cibo dentro da preparare erano stati distribuiti ai singoli. Da alcuni giorni la mia gamba destra è sofferente. Ho una sciatica in corso. Devo essere in forma per venerdì quando dovrò guidare la moto in foresta per 30 km. Délphin, uno studente-novizio comboniano mi accompagnerà. La moto ha qualche problemino. Non è più nuova e la strada passa attraverso una foresta di bambù che talvolta cadono sul percorso. Passerò due notti nei villaggi. E’ una foresta popolata da molti pigmei ma pochi sono quelli che pregano con noi. La popolazione locale dominante è Manvu. La festa del Natale ci propone nuovamente l’invito e l’ansia di accogliere Gesù Cristo nella nostra vita con occhi nuovi verso il Creato e verso i propri simili!! 


BUON NATALE padre Franco


Foto dicembre 2021

 

Natale dei poveri; un piatto abbondante e altro



I bambini aiutano molto l'economia domestica e informale



E' tempo di mietitura del riso e raccolta di funghi





Gesù viene per tutti






giovedì 7 ottobre 2021

Foto

 


Sacello davanti alla casa-noviziato dei Comboniani a Isiro



12 giovani provenienti da più parti del Congo si preparano
ad essere altrettanti missionari di Gesù Cristo



Il sacello ricorda i massacri di civili e
missionari, fatti dai ribelli nel lontano 1964



Basso rilievo del volto del grande veronese 
Daniele Comboni, fondatore dei Comboniani



La luce, la fiamma  segno della nostra fede in Gesù Cristo



Ci sono giovani bravi sotto ogni latitudine



I miei stivali sono ancora buoni. In foresta
tra le canne di bambù tagliente i rischi non mancano



Lo sport aiuta molto a creare amicizie






mercoledì 6 ottobre 2021

40 anni fa a Cittadella

Cari amici, parenti, benefattori e lettori vari, come san Francesco  vi saluto: Pace e Bene.

Questo mese di ottobre 2021,ha un valore particolare per me. Esso mi evoca la cifra 40 cioè 40 anni fa avevo 27 anni quando monsignor Bortignon, vescovo della Diocesi di Padova mi ordinò sacerdote nel duomo di Cittadella, era un sabato. La comunità degli studenti comboniani di Padova animò i canti mentre il giorno dopo, domenica la corale dei cugini Golin di Cavazzale (VI) animò la “ prima messa”. Il parroco, monsignor Antonio Miazzi fu molto attento a curare il protocollo della cerimonia e l’accoglienza  dei sacerdoti ospiti. La domenica mattina andando a piedi  in chiesa accompagnato dalla sfilata delle majorette e banda Ciro Bianchi, confidavo brevemente a mia mamma una emozione mia: “ Quello che stiamo facendo non è teatro ma è la risposta ad una chiamata di Dio a cui crediamo”. Gesù Cristo ci chiama tutti ad agire come membra attive del suo Corpo mistico. Insieme viviamo la solidarietà universale  che papa Francesco sottolinea nei suoi interventi ed encicliche come quella di “Tutti fratelli”. A proposito questa mattina è venuta a salutarmi una anziana signora, Bernadette vedova da tanto tempo, senza figli, anzi ne aveva  uno che si ammalò mortalmente quando era prossimo a terminare la scuola secondaria. Lei rientrerà presto a Isiro, città lontana 130 km dove io vissi sei anni e dove la conobbi impegnata in parrocchia. Ora soffre da tempo ad una anca che le rende ogni spostamento una sofferenza. Nonostante abbia pochi soldini in casa e nessun conto in banca e nonostante nessun membro dei suoi fratelli fosse disponibile ad aiutarla, si decise di prendere il pullman (da alcuni mesi la strada nazionale è diventata percorribile anche da grossi veicoli) per venire nel mio paese in foresta a farsi visitare dal nostro confratello medico.Arrivò verso mezzogiorno  senza avere un indirizzo di riferimento dove alloggiare. Lei non può pagarsi l’alloggio come altri nei piccoli alberghi qua e là o casette di privati. Al suo arrivo al mattino alla fermata dei Bus un piccolo venditore vedendola molto in difficoltà a camminare le pagò una taxi-moto fino all’ospedale lontano 500m. In serata lei ritornò di nuovo da lui che le offrì pure l’alloggio a costo zero. La generosità della famiglia che l’accolse le fece riconoscere la vera fede di quella famiglia. Già da domani farà attenzione al passaggio quasi giornaliero del bus che la riporterà a casaL’ospedale ha 140 posti letto. Ogni paziente ricoverato deve avere una guardia-malati. L’ospedale attira molti ospiti che vengono da lontano fino a 500 km. I contadini vendono in fretta i loro prodotti della terra e a “buon” prezzo!!  Mentre il confratello medico cura il corpo il parroco  oltre ai gruppi parrocchiali gestisce il settore scolastico. Le scuole primarie sono più di venti e secondarie una decina. Abbiamo un convitto scolastico per bambini pigmei.  La grossa spesa è quella alimentare e il salario  a 15 classi della foresta frequentate  da pigmei. Contiamo molto sulla Provvidenza divina. Il fenomeno della malattia e il fatto della morte sono spesso considerati in modo a noi distorto. La relazione con la natura  è da migliorare molto; aumentano le motoseghe nella foresta mentre le api diventano rare. C’è  l’abitudine di distruggere le arnie naturali e di mangiare tutte le larve insieme al miele.

La nostra presenza di comunità missionaria internazionale  è bene una occasione per vivere dei valori cristiani con una visione umana positiva che migliora le relazioni sociali e che è un richiamo a Gesù Cristo, figura del Padre eterno e di tutti i popoli.

Un caro saluto, padre Franco