martedì 30 dicembre 2008

Amici di Cittadella "Citigini"


Zaniolo Roberto Giovanni, un amico di Padre Franco, ha scritto in una mail e ci ha inviato due belle immagini.


"Siamo gli amici di Cittadella che ci nominiamo "citigini" per il gruppo omonimo CTG Centro Turistico Giovanile, cerchiamo di restare in contatto con lui e siamo riusciti pure a regalargli una moto nuova per i suoi spostamenti in Congo. Ma vorremo stare vicino a lui, ai suoi confratelli ed alla comunità cristiana che dirigono in Congo soprattutto con le nostre preghiere."




sabato 27 dicembre 2008

Santo Natale 2008


Carissimi amici,


ormai è Natale e Capodanno segue vicino. Sono ormai due anni che sono qui nel cuore del Continente nero, pieno di potenzialità umane e materiali. Sono di nuovo nella mia comunità parrocchiale di Sant’ Anna a Isiro dopo cinque mesi trascorsi nella mia vecchia missione di Dungu nel popolo Zande. Avevo sostituito un confratello partito per vacanze e cure mediche in Italia. Nel frattempo là ho vissuto colla gente e da vicino la paura e le vicende di sfollamenti della gente in fuga cacciata dalle sue terre dalla violenza inaudita del gruppo ugandese di guerriglieri LRA. Dal 2006 si è rifugiato in Congo nelle foreste della frontiera per sfuggire alla cattura dopo 20 anni di disordini in Uganda.
Ho appreso che i grandi massmedia hanno trasmesso molte immagini della guerra nell’Est del Congo ma non si è mai fatto vedere delle immagini del nostro territorio del nord-est. Calcoliamo da settembre ad adesso circa 200 morti e più di 100 alunni rapiti e almeno otto villaggi bruciati. In questi giorni l’esercito congolese sta facendo una penetrazione nella foresta dove starebbe annidato il capo storico, Kony. L’esercito ugandese collabora con mezzi aerei:4 elicotteri e soldati suoi. Speriamo bene. Molta gente ha familiari da piangere. Le scuole su ¾ della diocesi sono chiuse a causa dell’insicurezza.
Ormai sono due anni che mi trovo qui in un bel angolo di natura che fa gola al turismo internazionale . Ogni mattina arrivando le prime luci dell’alba i diversi uccelli che nidificano sui nostri alberi cantano e volano a loro piacere. Non esistono cacciatori di uccelli. Un parente dello sparviero si nutre delle loro uova.
E’ iniziata la stagione della secca. E’ arrivato anche un uccello bianco simile al pellicano. Si avvicina alle capre per mangiare alcuni parassiti seminascosti nel loro pelo.
Sia ieri che oggi ho passato molte ore nei quartieri della parrocchia per incontrare i malati e anziani. Ogni trimestre noi preti ci sforziamo di visitare personalmente queste persone. Ho avuto occasione di intrattenermi con molti familiari loro,entrare nelle loro case o cortili e vedere come vivono. Delle donne si alternano ad accompagnarci. Ho trovato molta gentilezza e accoglienza. Il sole picchiava ma l’ombra dei manghi o il tetto di una veranda in paglia ridavano ristoro.
La notte di Natale e il mattino li passerò in due grandi centri di settore. Userò la nuova moto dono di un gruppo di persone del paese natio per tali spostamenti fino a 45 km lontano.Un giovanotto mi accompagnerà. La strada è brutta.
Sono programmati una cinquantina di battesimi di bebè e una benedizione nuziale.
LA NASCITA DEL MESSIA A BETHLEM E’ SENTITA MOLTO. La messa o celebrazione senza prete il giorno di Natale sono seguite da un pranzo comunitario. La celebrazione della nascita di un bebe ispira una nota di tenerezza difficile a nascondere e di portata planetaria che scioglie tanti cuori induriti. Dio ci vuole salvare colla sua tenerezza. Grazie ancora del vostro sostegno.

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO. Vostro padre Franco Barin
ISIRO, venerdì il 19.12.08

martedì 9 dicembre 2008

Médecins Sans Frontières


L'organismo Médecins Sans Frontières svizzero è venuto a distribuire due volte ma a famiglie diverse, totale 440, un  KIT di aiuto domestico: bidoni da 20 litri per il trasporto di acqua, coperte, stuoie, zanzariere, bacinelle.

CIAO p. FRANCO

PS: nelle fotografie donne sfollate: una ragazza ed due madri vedove. Quella col bambino di sei mesi ha visto la LRA uccidere suo marito colla machette alla testa.







mercoledì 26 novembre 2008

PACE E BENE... BOBOTO NA BOLAMU


Carissimi amici di Brescia,
PACE E BENE...BOBOTO NA BOLAMU

vi mando delle foto scattate da me il primo novembre davanti alla chiesa parrocchiale della nostra parrocchia a Dungu. Un gruppo di guerriglieri ugandesi LRA è penetrato nella nostra cittadina alle 5h30 del mattino. Erano chi dice 40 e chi 60. Verso le 8h avevano già abbandonato la cittadina scappando con mercanzia presa da alcuni commercianti e una 80ina di civili. Una 50ina sono stati rilasciati alcuni giorni dopo. Sono rimasti con loro delle decine di preadolescenti. I maschietti lavoreranno i loro campi (anche di notte) e le femminucce faranno le cuoche e il materasso nella notte. E' probabile che il nostro esercito congolese presente a Dungu con 2000 unità sferri un attacco nella foresta e savana -dove si sono annidati a circa 80km da noi- nel mese di gennaio,tempo della secca. Si parla che i civili, tutti adolescenti loro prigionieri, siano alcune centinaia. L'anno scolastico in 60% del nostro territorio diocesano è interrotto da metà settembre. I guerriglieri sono circa 600 organizzati in gruppi di 40 e collegati tra loro con tanti telefoni satellitari. Girano colla bussola al collo. Hanno osato attaccare Dungu grazie alla collaborazione soprattutto di un giovane studente locale ora nelle mani del nostro esercito. La cittadina di Dungu è ancora al 70% spopolata. La gente è scappata nella foresta e campagne al lato sudovest; dovrebbe rientrare presto. Avremo un anno scolastico bianco. La forza della guerriglia è nella sorpresa. Attacca e si ritira. I massmedia non ne parlano. Non abbiamo foto di guerriglieri morti o di cadaveri di civili e villaggi distrutti. E' pericoloso uscire in foresta nella zona nordest.
Di notte c'è il coprifuoco.
Un caro saluto vostro padre Franco

venerdì 24 ottobre 2008

Dungu, martedi 21 ottobre


Dal lato Nord di Dungu ancora ieri mattina arrivava la notizia che la LRA è uscita nel villaggio di BANGADI -6000 abitanti- la domenica mattina ancora notte. La popolazione ormai sospettosa e già tesa per altri avvenimenti dei dintorni ha reagito e cacciato la LRA. Si parla di sette morti tra la popolazione e di altri tra la LRA. Delle piccole milizie composte di giovani e giovani adulti si sono formate nei grossi villaggi come a Dungu, Ngilima, Bangadi, Doruma. I soldati congolesi sono arrivati a Ngilima -45km da Dungu- ,solo lunedì 13 scorso alla sera. Sono 60, ma nel villaggio di Bangadi -80km dopo a nord- non ci sono ancora. Il giorno del mercato è propizio per la LRA per piombare sulla gente e fare incetta di mercanzie e obbligare alcuni come donne o ragazzini a trasportare il bottino. Gli uomini vengono uccisi. Non so se a Bangadi qualche persona sia stata portata via colla forza nonostante la reazione di alcuni della gente. Un certo numero di persone sono scappate da Bangadi verso il villaggio di Niangara a 80 km Ovest. Sabato sera nella nostra piazzetta del mercato c’era alcuni fanti congolesi. Credevamo si fermassero tutta la notte e invece appresi che verso le 21h si ritirarono nel quartiere del Centro Dungu in un cortile protetto. Era quello degli Osservatori ONU (MONUC) divenuto centro di riferimento militare. Vorremmo che fossero più vicini alla gente cioè presenti anche di notte nel nostro quartiere. Si parla di creare tanti posti di osservazione militare sul territorio ma intanto la paura logora gli animi. Tanti guardano alla Missione: se i padri, fratelli e suore non sono scappati, allora è segno buono, cioè c’è abbastanza sicurezza anche per gli altri.

giovedì 16 ottobre 2008

Ottobre Missionario


Mi trovo nella cittadina di Dungu in Congo a 120 km dalla frontiera Est, quella sudanese. Sono qui in prestito, solo per qualche mese, giusto il tempo per le vacanze e eventuali cure mediche del confratello Sergio, di Recoaro Terme (TN). In comunità ora e della comunità c’è solo Javier, parroco. Lui è spagnolo, dei Pirenei baschi. Ciascuno di noi ha già accumulato più di 10 anni di permanenza in Congo. La comunità sarà completa a fine novembre con l’arrivo di un terzo confratello, il cui nome non è ancora ufficiale. Io arrivai in Congo per la prima volta quando avevo 30 anni. Fui ordinato prete nella diocesi di Padova nel 1981. Atterrai il primo novembre 1984 alla capitale Kinshasa. Il giorno dopo decollai verso l’interno del Paese, 1500km a est. Restai 3 giorni nella cittadina di ISIRO e poi in macchina, con un fuoristrada -non di lusso come in Italia si vedono- feci 300km con due tappe di pernottamento, per arrivare alla missione Duru, dove là cominciai a studiare e balbettare una nuova lingua, il lingala. Arrivai intontito e abbastanza spaesato. La comunità dei confratelli comboniani mi accolse bene e alla sera ci bevemmo una birra -cosa ora divenuta rara- prodotta nella nostra cittadina di Isiro usando riso dei campi locali. Ora la birreria non esiste più. Il Paese Congo vive uno stato di sfascio progressivo delle sue infrastrutture. Le cause sono tante ma una è nella mentalità della gente che sta molto lentamente cambiando. Le strade sono quasi impossibili. C’è una certa solidarierà locale clanica specie all’occasione di lutti e quando c’è da curare una malattia. Tante volte si tratta di un aiuto obbligatorio pena la maledizione o ritorsioni. Giorni fa, mi è piaciuto il gesto e il ragionamento di una donna, anziana, vive nel suo cortile sola ed è cieca. Si chiama Germaine. Ci chiese di procurarle un giovane di fiducia che scali due palme della suo cortile e abbatta un regime di palma, divenuto maturo. Un frutto sarà per la parrocchia e l’altro per lei. Ha mostrato una generosità, nonostante la sua povertà, che altri non hanno e che merita essere additata ad esempio. Dei vicini a turno l’accompagnano alla chiesa che non è troppo lontana. Qualche volta arriva alla Santa Messa anche durante la settimana, alle sei del mattino. E’ l’occasione di scambiarsi qualche saluto e poi ognuno parte al suo lavoro o alla scuola che comincia alle 7h30 e 8h alle elementari. In Italia in questo mese di ottobre si promuovono molte iniziative di carattere “missionario” per ricordare la dimensione missionaria della nostra Fede cioè di gente che testimonia in Gesù Cristo una nuova solidarietà e senso alla vita. Mancano tanti confort –luce, strade asfaltate, acqua potabile sicura- e servizi sociali come scuole e ambulatori decenti ma la voglia di vivere non manca.
Che cosa è l’ottobre missionario qui tra gente sfollata a causa della vicina guerriglia LRA e con paura del peggio? Il richiamo degli insegnamenti di Gesù è di grande aiuto per portare pace nella mamma che ha perduto due figli uccisi dai guerriglieri. L’esempio della vita di Gesù diventa antidoto e freno alla voglia di rispondere alla violenza colla violenza cioè vendetta. Una sera, erano le 18h30 rientravo coll’auto dopo avere accompagnato le suore domenicane in un convento più sicuro, ho incrociato due giovani del quartiere con un fucile artigianale. Mi sono fermato a salutarli e chiedere quali erano le loro intenzioni. Si erano costituiti in milizia per proteggere il quartiere. Ho ricordato loro che anche il nemico è un uomo e figlio di Dio, che ha subito il lavaggio del cervello e che fu strappato dai banchi di scuola e poi drogato. Ma Dio ha messo dentro di noi il DNA della fraternità. Dunque impediamo la violenza e usiamo la misericordia. Ricordo che quasi 100 alunni di più scuole il 17 settembre nel territorio della parrocchia di Duru furono rapiti e ora rischiano di subire la stessa sorte cioè divenire a forza di percosse e droga altri LRA. Un cristiano è missionario nel suo popolo se s’impegna a vivere controcorrente tra la sua gente. Ciò qui significa prendere le distanze da chi ha propositi vendicativi. Anzi la solidarietà verso chi ha perso tutto s’impone molto di più. Molte famiglie hanno accolto degli sfollati. E in Italia? Dove sono i cristiani, missionari? Un cristiano non può essere indifferente nei discorsi tra amici o colleghi. Il mandato di Gesù ..andate e predicate.. deve essere nelle vene di ogni credente. Però come il Sinodo dei vescovi a Roma lo ricorda: un cristiano è sale della terra se ha familiarità colla Bibbia. Vi saluto e vi ricordo con le esortazione di san Paolo ai Romani: tutti chiamati ad essere Chiesa cioè “corpo mistico” di Gesù Cristo.
Vostro padre Franco