venerdì 2 ottobre 2015

Diario africano


Martedì, 2 settembre 2015.

La giornata è nuvolosa, sembra partecipare alla tristezza della separazione tra chi parte e chi resta dopo due settimane passate assieme. Stamane verso le 8 la macchina bella carica di persone è partita verso la frontiera ugandese. C'erano a bordo padre Egidio Capitanio che andava in vacanza, i due fratelli ottantenni elettricisti Nanni e Franco e Pietro di 22 anni loro nipote. Sono bergamaschi della Valle Camonica. Mancava Gabriele giovane anche lui che era partito da solo domenica mattina. Mentre erano qui per aiutarci a mettere in funzione una vecchia turbina per il nostro centro avevano creato una bella atmosfera di relazioni nonostante non conoscessero la lingua locale. Ora tocca a me prendere la direzione della casa per quasi tre mesi. Un guasto agli automatismi non ci permette di avere la corrente elettrica. Da tanti anni, circa 15 da quando arrivarono i padri pionieri, l’energia è data da qualche ora di motore a gasolio. Sogniamo di avere il nostro ospedalino con corrente e attrezzato di apparecchiature come un frigo per il sangue, uno sterilizzatore migliore e una sala di radiologia. Ora bisogna fare 250 km di cattiva strada per arrivare ad un centro dotato di radiologia. A 8 km nella città di Watsa c’è un ospedale con blocco radiologico ma guasto da tempo...

Lunedì, 7 settembre 2015, ore 21.

Ieri è iniziato l’anno scolastico. Sono abbastanza preoccupato. Il confratello padre Romano mi chiede di dare una trentina di lezioni a principianti catechisti durante il mese di settembre e di insegnare religione durante l’anno scolastico in due classi: Prima e Seconda secondaria. Gli alunni hanno 12-13 anni. Non mi sento adeguato per a insegnare. Dovrei scrivere la lezione alla lavagna in mancanza di un libro personale. Mi è più facile spiegare oralmente che scrivere. Non ho esperienza in merito. L’attività mi è nuova. Sono abituato a visitare villaggi, ma non a preparare una lezione!!!

Giovedì, 2 ottobre 2015.

Ormai il corso dei candidati catechisti volge al termine mentre le lezioni di religione a scuola non sono più nella mia mente qualcosa di nebuloso ma qualcosa di definito.

Ho fatto un’introduzione al documento "laudato sii" di papa Francesco sulla salvaguardia della natura. E’ in atto una deforestazione rapida grazie alle motoseghe. Il legname parte verso l’Uganda! A 10 km ci sono camion che entrano in tunnel sotterranei per seguire vene aurifere. Una società sudafricana gestisce l’affare.

Quanto è importante la formazione scolastica! Il livello degli insegnanti è basso. Alcune offerte dell’Europa sono proprio per offrire delle borse di studio a qualcuno/a che merita a cui chiediamo almeno 5 anni di servizio obbligatorio nelle nostre scuole. Una cosa che vogliamo realizzare sul posto in appoggio al Centro Sociale Paolo VI è una biblioteca. Manca l'"accesso al libro". Ogni sabato pomeriggio c’è chi si trova insieme per una preparazione comunitaria ad una lettura corretta della parola di Dio alla domenica.


Papaya, frutto cremoso digestivo.


Dondi, nella cultura locale gli adulti lasciano ai bambini la frutta.


Amici comuni elettricisti attivano la turbina.


Squadra di lavoratori per il canale della turbina.


Ultimi giorni di lavoro alla turbina, foto d'addio.


Offerta di mais primizia per la Chiesa.



giovedì 13 agosto 2015

Note Sparse luglio/agosto 2015


Watsa-Dondi, martedì, 21 luglio 2015.

E’ già più di un mese che mi trovo qui tra colline alte sui 1000 metri e belle verdeggianti. E’ il tempo delle piogge e la terra rossa è collosa e scivolosa. Non è piacevole camminare. Le scarpe dalla suola a scarpone sono le meglio indicate per stare bene in piedi ma una volta entrato in casa sono naturalmente da togliere.

La vita sociale è marcata dal ritmo della natura e dal lavoro dei campi, principale fonte di sostentamento. Ora i bambini hanno vacanze scolastiche e aiutano a vigilare i campi dove tanti uccelli vogliono mangiare lo stelo di erba della pianta del riso, molto buono.

Stamane due capi della famiglia regnante locale si sono fermati a salutarmi nel mio ufficio. Conoscevo solo il capo del villaggio ma non quello di circoscrizione che tra l’altro è professore nella nostra scuola secondaria. Hanno ringraziato per le tante opere che sono state costruite in quindici anni di presenza comboniana. Fra un mese dovremmo avere in funzione una piccola turbina da 30 kw. Allora la corrente ci permetterà di procurare attraverso la Provvidenza altre apparecchiature nel nostro ospedalino, per esempio un frigorifero per la conservazione del sangue. Alcune settimane fa aiutai a vivere un bebè pigmeo dandogli in due tempi del mio sangue. Ora è ritornato in foresta nel suo ambiente naturale. Il papà mi promise di portarmi del miele per ringraziarmi. Puzzava tanto. I pigmei non hanno l’abitudine di lavarsi. Hanno sempre con sé un arco e delle frecce. Sono dei grandi cacciatori di precisione. Nessuno di loro frequenta la scuola. Ma a 200 km nella nostra stazione missionaria di Mungbere c’è padre Franco, siciliano, che gestisce un convitto e scuola solo per pigmei. Le loro vacanze sono pensate rispettando le loro tradizioni per andare a caccia di selvaggina o alla ricerca di frutta spontanea. Noi in comunità riceviamo alla domenica un po’ di prodotti della terra locale. Ci sono vicino a noi nelle città di Watsa e Durba medici e infermieri che esigono senza scrupoli pagamenti elevati. La nostra preoccupazione è assicurare un accesso alle scuole e all'ospedale a tutti. Medici e insegnanti non sono pagati dallo Stato e quindi devono essere presi a carico dalla popolazione. Voi amici d’oltremare siete la Provvidenza divina. Abbiamo un ettaro di piante da caffè ma è ancora poco per farne una fonte di grande sostentamento. La gente dice che il presidente del Congo arriva in visita furtiva con un aereo privato circa ogni trimestre per farsi regalare dalla società mineraria aurifera un po’ di quella polvere gialla!!!


Lunedì, 10 agosto 2015

Ieri abbiamo celebrato la Madonna Assunta. Il sacrestano ha avvolto l’altare con una stoffa locale bellina. La corale canta bene. La mia predica è stata un po’ lunga. Al pomeriggio c’è stata una grande pioggia. Sto ormai bene dopo sette giorni di antibiotico. Si tratterebbe di tifo. Ho la pressione piuttosto bassa. Non è facile avere cura di sé. La gente ha un fisico forte. Abbiamo con noi durante la settimana circa 180 bambini e alcuni adulti che domenica riceveranno i primi sacramenti. Ora assicuro ogni giorno un’ora di lezione che sarà poi ritrattata nel pomeriggio in piccoli gruppi. Parlo dei Sacramenti. Penso a delle affermazioni del Papa Francesco di giorni fa: anche i divorziati hanno diritto ai sacramenti. E’ da non dimenticare che i Sacramenti sono non per i “perfetti” ma per chi cerca Dio con cuore sincero. L’insegnamento della Chiesa rischia di essere troppo fiscale.


Bellezza di Dio.


Camion noleggiato per il trasporto all'occasione
e padre Capitanio manager


La strada per arrivare alla presa d'acqua era fangosa e ripida altrove.


Padre Capitanio e i suoi bambini visitano il canale ancora non finito.

Tubi condotta forzata parte orizzontale.



lunedì 22 giugno 2015

Diario


Dondi-Watsa, venerdì, 19 giugno 2015.

Eccomi in un’altra parte del Congo. Dopo un viaggio di 10 ore in un grande bus abbastanza scassato eccomi sbarcato nella città di Watsa. Ormai era notte, erano le 19. Dopo poco arrivò padre Romano Segalini che era già in giro a fare spese e in velocità caricammo le valigie.

La schiena aveva cominciato a farmi male. Pur essendo seduto nel bus al primo posto davanti sentii molti colpi dovuti alle buche della strada non asfaltata. Il bus appartiene ad un uomo dall’aspetto semplice ma capace che aiutato dalla spiritualità del Movimento del Rinnovamento cattolico (carismatici) ha saputo mettere in piedi una società di trasporti di persone. Autista e assistente erano molto gentili e rumorosi. Era la prima volta che viaggiavo in bus in Africa. Al tempo della colonia belga c’erano belle strade e i bus erano diffusi. Ho percorso un tratto di strada attraversando una decina di posti di blocco militari. Infatti si tratta di un territorio dove sconfinano i ribelli ugandesi e passano molti camion militari dell’ONU. Militari ONU indonesiani curano alcune strade strategiche.

Ora abito su una collina di 900m in mezzo alla campagna a 8 km dalla città Sono in un villaggio di forse 5000 abitanti. Vivo con due confratelli italiani: Egidio Capitanio, di 75 anni di Iseo e Romano Segalini di 73 di Piacenza. Loro sono qui da 15 anni e hanno fondato un centro pastorale in aiuto alle parrocchie della regione per seminari di formazione. Hanno costruito degli edifici scolastici e un piccolo ospedale ma senza medico fisso.

Ora il mio ruolo sarà soprattutto di fare comunità con loro e essere più attento all’assistenza di alcuni villaggi fino a 20 km lontano. Ci consideriamo non parrocchia ma “missione”o “quasi parrocchia”. In casa usiamo luce a 12 volt ma presto e forse a metà settembre riusciremo a mettere in funzione una piccola vecchia turbina comperata di seconda mano nel bergamasco. Egidio cura un bell’orto e diverse bestioline come pecore, conigli, anatre e maiali. Oggi abbiamo mangiato carne affumicata di una specie di daino. Puzza un po’ di selvatico ma non disturba.

Vediamo il sole sorgere alle sei del mattino come una bella palla rossa dietro alle colline. Il verde è intenso. L’umidità è maggiore che dov'ero prima a Dungu. Durante la notte si vedono i bagliori di luci della città mineraria di Durba lontana forse 8 km. Una società sudafricana ha messo le mani su un giacimento di oro immenso. Quella ricchezza potenziale non ha riflessi o quasi sulla vita locale. La gente locale ne vede che le briciole.

Grazie ai Comboniani è nato un Centro Pastorale zonale.


Padre Egidio Capitanio sa fare tante cose.


Al sabato si preparano le letture della  domenica.


Coi bambini della cuoca.


Adolescenti del convitto Comboni: loro si fanno la  cucina.




lunedì 18 maggio 2015

Note Spsese


Dungu, martedì, 13 maggio 2015 ore 21.

Quando scende la sera tutti si ritirano nel proprio cortile. Ora un grande e piacevole silenzio mi circonda. Fino alle 18,15 c’era un gruppo di adolescenti turbolenti che giocava a calcio e le grida ne erano la coreografia. Possono giocare ma a condizione che mentre alcuni giocano altri a turno falcino le erbe.
E’ ormai passato un mese senza che prenda il tempo di scrivere qualcosa sulla vita locale. Ci sarebbe molto da dire ma le mie dita non sono veloci a scrivere. Appena cenato con Luis e Miguel  ci siamo seduti 20’ all'esterno della casa alla veranda che guarda il nostro vicino dispensario. C’era un bel cielo stellato. Non sentivo nessun grido di neonato o bambinetto. Sono i principali pazienti del dispensario. La nostra veranda è spesso sporca di sassolini che i bambini-e usano per giocare sul nostro pavimento. Giocano sdraiati oppure si rincorrono, gridano, fanno salti tipo ruota o si fanno i dispetti. A volte presto ai  più grandi dei libri di geografia o scienza da guardare senza allontanarsi da me. In questo mese di maggio ricordo spesso alle persone la recita del rosario o almeno di tre Ave Maria assieme  ad altri del cortile oppure più cortili insieme. Dio ci aiuta di più quando lo invochiamo insieme. Più casi di coppie sono oggetto della mia attenzione e preghiera. Due sono di anziani mentre altre due sono di adulti in conflitto tra loro. Un anziano, Celestin è esemplare come assista sua moglie ammalata da qualche anno che non parla quasi più. Ho benedetto la loro unione, celebrando anche la Messa. Alcuni cristiani vicini dopo la messa offrirono del riso con salsa di manioca per festeggiare insieme l’evento. Avevo celebrato nel cortile e messo la tavoletta dell’altare davanti alla porta della casetta perché la donna, seduta sul letto, mi vedesse. Invece una donna di quasi 40 anni cacciata dal marito era venuta a confidarmi il suo dramma. I figli sono pure minacciati e malmenati dal papà che li vuole con sé.
Mentre un’altra donna che ha messo al mondo già 12 figli è maltrattata dal marito che non è ancora suo marito. Lui rifiuta regolarizzare la relazione dando un compenso ai parenti di lei. Lui appartiene alla famiglia tribale regnante e assume atteggiamenti arroganti e sfacciatamente sperpera i soldi con altre donne.  Tratta la compagna quasi come una schiava, obbligandola a stare casa a custodire le sue mercanzie e accudire  i figli e impedendole di avere visite o uscire di casa senza il suo permesso o visitare delle donne del suo clan. La famiglia di lei vive lontano ed è povera. La gente tiene le distanze per non avere storie con la famiglia regnante. In comunità stiamo analizzando il caso.
Fra meno di venti giorni cioè domenica 31 maggio ci sarà una solenne cerimonia in parrocchia. Il vescovo locale presenterà il primo prete diocesano parroco al posto di noi missionari. Cesserò di essere parroco e andrò fare comunità a 300 km con altri due confratelli settantenni italiani. Cambierò due bus per arrivare a destinazione. La strada è abbastanza buona ma è spesso stretta. Ci sono tanti posti di blocco militari e a volte ci sono gli assalti alla “diligenza” da parte dei ribelli ugandesi LRA. Sono sul territorio forse dal 2005. Speriamo bene. 22h30

Con ritmo quasi settimanale ci sono delle belle piogge che fanno crescere i prodotti della terra. C’è abbondanza di frutta come manghi, papay, ananas, avocati e banane. Questa terra potrebbe essere un paradiso terrestre!! Al tempo della colonia belga si stava meglio qui che in Europa. Ora la vita sociale è molto turbata. Forse però la gente è più crtica ora che allora. Allora la gente era semplicemente sottomessa.

Bici Multiuso



Faceva fresco per il nostro operaio


Suore locali al lavoro nel loro cortile

Volontari scavano nuovo cesso nel convento  femminile


sabato 11 aprile 2015

Note Sparse


Dungu, venerdì 10 aprile 2015 ore 21.

Mentre in Italia, quando cala la notte, comincia un altro “giorno” qui invece la gente si ritira nel suo cortile.
Penso a come ho passato la giornata e che cosa mi potrà’ arrivare domani. 
Stamani ho aiutato un pochino a maneggiare dei tubi e travetti in legno per spostare e collocare alcune vecchie lastre di cemento armato su una nuova buca profonda 4,50 m per costruire un nuovo wc con due cabine. Avevo aiutato poco ma mi accorgo che comunque avevo fatto uno sforzo fuori del normale.
Sara’ l’ultima opera che la comunità’ parrocchiale avrà’ col nostro aiuto esterno economico. Abbiamo fretta di concludere alcune opere strategiche come il wc. Chiedemmo alla gente di scavare gratuitamente la buca. Ci fu poca collaborazione e cosi passarono dei mesi per raggiungere quei pochi metri. Le strutture parrocchiali sono sentite da tanti come di tutti ma anche di nessuno. Sarà un wc senza porte ma chi l’occupa avrà la cura di segnalare la sua presenza tramite un bastone posizionato in diagonale all'ingresso che sarà a elle. Le porte costano molto capitale e le termiti sentono lontano e aggrediscono tutto ciò che sa di legnoso.

Ieri mattina presto alle 6h ero andato nel quartiere a 500 m in un cortile dove ogni settimana si riuniscono una quindicina di persone in modo indistinto per meditare sul vangelo della domenica passata e scambiare alcune notizie locali. Bambini, anziani e qualche adulto e giovane arrivano con la loro seggiolina per fare cerchio e ascoltarsi. Non mancano qualche pezzo di tronco o canna di bambù per essere usati come panca. Eravamo pochi, che una dozzina. Molti – essendo il tempo della semina – dormono nella campagna lontana alcuni km. In questo gruppo si parla molto la lingua vernacolare, lo zande. La guida facendo attenzione a me ospite usava anche la lingua franca regionale. Le preghiere del mattino e la Bibbia erano nella lingua franca cioè il lingala. Spiegai di nuovo il passaggio biblico della domenica di pasqua. Molti invece di fare un commento intervengono formulando una preghiera e in zande che io di proposito non appresi. Rientrando veloce a piedi una bambina forse di nove anni mi si avvicinò e mi regalò un frutto mango, uno dei primi della stagione. Le feci un bel sorriso e la ringraziai, era accompagnata da due altri fratellini. Cosi lungo il cammino salutavo in modo sbrigativo cioè senza dare la mano, altre persone. Passando per la piazza del mercato che ci separa dalla parrocchia alzai la voce per raggiungere una ventina di persone e salutarle mentre aspettavano i primi clienti alle ore7. La vita qui è semplice ma tende inevitabilmente a trasformarsi e in bene e in male secondo le influenze esterne.

venerdì 27 marzo 2015

Pasqua 2015: dalla RDC cioè dalla città di Dungu.



Giovedì 26 marzo, ore 21:30

Eccomi seduto a tavolino e sfogliare un vecchio quaderno d’indirizzi, ormai poco aggiornato perché tanti contatti si sono interrotti. Mantengo principalmente contatti con chi ha un collegamento internet. La posta cartacea arriva ma solo dopo mesi. Sono ancora parroco ma per poco tempo cioè fino al 31 maggio. In quella data il vescovo locale sarà qui per ringraziare i Missionari Comboniani della loro testimonianza dopo 46 anni di presenza e presenterà il primo parroco locale cioè diocesano. 

Ora siamo in tre confratelli: Luis del Guatemala (Centro America), fratel Miguel della Spagna e il sottoscritto italiano. La mia nuova comunità sarà a 300 km a sudest, a 1000 m più vicino all’Uganda cioè a 250 km. Sarò in compagnia di due italiani entrambi ultrasettantenni. Là c’è un grande centro pastorale dove preti e laici possono partecipare a corsi di formazione. Il paese di nome Dondi e di soli qualche migliaio di abitanti, è a 15 km dalla cittadina mineraria di Watsa. Là c’è un grande campo militare di fanteria congolese. Watsa ha circa 40000 abitanti. Il mio compito non è ancora definito. I campi di apostolato sono molti. C’è una accoglienza in comunità da gestire, c’è una piccola libreria, ci sono alcuni villaggi da visitare – in un raggio di 15 km- e una collaborazione con la parrocchia centrale a Watsa da migliorare . La parrocchia è gestita da preti e suore locali. Vi saprò dire di più in futuro. Siamo alle porte della Settimana Santa e della grande Pasqua cristiana. Festeggeremo la “tomba vuota”. Gesù portò a termine la sua Missione: fare incontrare Dio Padre attraverso la sua predicazione e segni e darci la giusta ragione del nostro vivere. Dio ci ama e ci vuol fare diventare un nuovo popolo, cioè che non ha frontiere o barriere né mentali né culturali e né politiche. Il messaggio di papa Francesco per la Quaresima mi piacque molto. No alla globalizzazione dell’indifferenza ma bensi apriamoci alla solidarietà globale. La cronaca nera è sempre abbondante nei notiziari e rischia di polarizzare troppo la nostra attenzione. 

Noi qui insistiamo molto sulla fedeltà all’assemblea domenicale e la frequenza di un gruppo di Chiesa per vivere con coraggio il proprio quotidiano. Invitiamo invece i bambini del catechismo – che sono più di un centinaio – di coinvolgere i loro genitori per una preghiera serale in casa prima di dormire. Il papa vuole che quest’anno si approfondisca le dinamiche della vita cristiana in famiglia. I bambini sono semplici e diretti. Qui sono tanti ma poco curati.

Vi penso e vi associo alla mia preghiera a colui che può tutto anche risuscitare i morti… Lazzaro.



BUONA PASQUA

Vostro padre Franco Barin Comboniano in Congo