giovedì 11 marzo 2010

Marzo 2010


Isiro giovedi 25 marzo ’10 Oggi sono stato a casa tutto il giorno. Ho avuto conversazioni con differenti persone. Dopo la messa terminata alle 7h mi sono intrattenuto con dei bambini che attendevano di entrare nelle salette per la lezione di catechismo. Dopo avere aperto le porte e insieme ad alcuni di loro messo in ordine le panchette ho scherzato con loro e fatto delle domande di grammatica francese a modo di gioco.
Alcuni adulti sono venuti per comperare la nostra rivista comboniana di lingua francese. Approfitto sempre per sviluppare un piccolo dialogo di conoscenza reciproca. Ricordo che la rivista non è solo dei missionari ma dei cristiani che intendono  allargare le loro conoscenze e avere una visione migliore del mondo che ci circonda. Ricordo che il commerciante cristiano non fa un semplice “marketing” della rivista ma la diffonde con spirito apostolico. Se il commerciante pagano cerca per priorità e anche con mezzi illeciti il guadagno a noi credenti interessa innanzittutto diffondere la Buona Novella. Ogni credente deve prenderla a cuore. La nostra rivista è l’unica che circola in città.

Venerdi 26: alle 16h15 abbiamo cominciato la Via Crucis su una via del quartiere. Io sono intervenuto alla fine per dare la benedizione finale alla preghiera. Avevo tanti bambini intorno a me che mi scrutavano. Sono il sacerdote bianco e straniero che è diventato quasi una rarità in città.Erano contentissimi di stringermi la mano per lo scambio del segno della pace alla fine della preghiera. Lentamente ho fatto ritorno in comunità che si trova su un’altra collina. La città sorge su tante collinette ed è ricca di tanti pozzi ma pochissimi sono quelli considerati di acqua potabile.Lungo il cammino mi sono intrattenuto con molte persone. La vita dei cortili è chiassosa e sotto gli occhi dei vicini. Vicino a casa ho comperato un po’ di banane perchè sul tavolo della sala da pranzo non ce n’erano più. Non erano gran che questa volta. Bisogna accontentarsi. Alle 18h30 la gente si ritira nel suo cortile. Al crepuscolo cena.Alle 19h  è sempre  notte.

Martedi il 30:7h15. Stanotte ho dormito poco. Sabato ho preso durante la notte un colpo di freddo e ora il raffreddore e un inizio di malaria mi disturbano. Staamani il vescovo della nostra vasta diocesi di Isiro-Niangara celebrerà la messa crismale anzicché giovedi come si fa in Italia. Le distanze da percorrere e le difficoltà di spostamento sono grandi. Per precauzione resterò a casa calmo e ritirato in stanza.Prenderò delle medicine per prevenire lo sviluppo della malaria; in questi giorni della settimana santa non è permesso di ammalarsi.Ieri mattina sono andato in un centro di ascolto e poi mi hanno accomapgnato a dare il sacramento del perdono e Eucarestia ad un handicappato che si muove strisciandosi sulla terra e un anziano da una gamba rotta che è morto nel pomeriggio. Silvio,l’handicappato faceva un grande sforzo a parlare. Afferravo solo poche parole ma le persone vicine che sono abituate a lui mi hanno aiutato a capire il resto. Lungo il sentiero del ritorno un sordo muto anziano che spingeva la sua bici carica di legna da ardere mi salutò con molti gesti e un viso sorridente, contento di incontrarmi.Con questi pensieri vi auguro BUONA PASQUA.

Questo sabato lascio la città con Ernesto,giovane confratello messicano e viaggeremo il tratto principale insieme. Rientreremo fra dieci giorni. Usciremo con due moto. Speriamo bene. Due settimane fa,lui si scontrò con una bicicletta che scendeva a velocità al lato opposto e al senso contrario, guidata da un anziano e carica di verdura. Il vecchio papà è ancora all'ospedale con una costola fratturata.
Ciao a tutti   p.Franco


Note sparse

15 febbraio 2010

Il cinque del mese ero nel villaggio Azangwe, a 20 da Isiro. Era programmato il battesimo di 13 bebè. Un lutto al villaggio aveva a Natale impedito molti ad andare al centro di settore per il battesimo comunitario. Finita la messa, mentre arrangiavo le mie cose ho visto con stupore due adulti bere l'acqua del battesimo raccolta nella bacinella di plastica. Sono intervenuto e ho spiegato che essa non è potabile. Non basta vedere l'acqua chiara agli occhi ma è da sapere come è custodita. In questo caso si trattava di acqua caduta dalla testa di 13 bambinetti. Quale pulizia hanno i capelli per permettersi di bere quell'acqua? I capelli trattengono il sudore del corpo e la polvere dell'ambiente. Il corpo ha i suoi microbi esterni. E' meglio non berla. 
L'altro giorno hanno sepellito un notabile del quartiere. Era agente riscossore delle tasse. Era stimato dai cristiani nonostante il suo ruolo e avesse due mogli. Era già molto anziano e da anni  era assiduo al vicino Centro di Ascolto parrocchiale del quartiere. Era rispettoso e comprensivo tra la gente. Aveva intenzione di regolarizzare il suo stato religioso. Poiché era cattolico toccava agli animatori parrocchiali cattolici gestire il lutto della famiglia. Cosi nella mattinata erano venuti a chiedere che un sacerdote andasse a fare una preghiera davanti alla salma nel suo cortile. Avevo promesso di andare verso le 13h,mentre loro lo avrebbero seppellito qualche ora più tardi. Quando sono arrivato là c'era un pastore di una chiesa protestante che teneva il suo sermone. D'abitudine noi sacerdoti ci limitiamo ad una breve celebrazione della Parola senza accompagnare la salma alla tomba. In attesa che il pastore termini la sua preghiera mi hanno fatto sedere tra le autorità civili della città con le quali ho scambiato qualche parola. Erano ben contente di avermi a fianco. Mi hanno ceduto la sedia migliore e in posizione centrale. All'occasione avevo indossato una grande stola viola,avevo fatto preparare dell'acqua per la benedizione della salma e dei presenti. Dieudonné, un catechista animatore, che era al mio fianco curava l'organizzazione. Abbiamo cantato,ascoltato la parola di Dio e dato spazio ad una riflessione conclusa con una preghiera universale. Infine ho benedetto la salma e i presenti vicini ad essa.
Ieri sono rientrato in comunità verso le 16h.Venivo dal villaggio Mambeke,lontano 30km. Ho avuto difficoltà a superare la salita di 30cm con la moto Avevo passato al guado un ruscello e dovevo passare tra delle radici di piante e quindi salire su un terrapieno. Non potevo lanciare la moto. Avevo poco spazio sui fianchi. C'erano dei piccoli fossati e quindi sarei forse caduto in uno di essi. Un giovane che mi accompagnava mi ha aiutato a spingere indietro la moto e a tentare la salita 15cm a sinistra. Ci siamo riusciti. Per non appesantire la moto avevo messo la marcia ed ero rimasto a terra.
Una volta arrivato nel suo cortile mi ha presentato la sua famiglia e quella di sua sorella maggiore. Sull'aia c'erano migliaia di termiti che seccavano al sole. Le avevano catturate durante lo sciamare della notte. Esse si lasciano catturare dove vanno attratte dalla luce della lanterna o di un fuoco. Cosi mi hanno regalato un bel sacchetto di esse. Sono saporite ma no bisogna mangiarne più di un cucchiaio per giornata. Ne feci l'esperienza quando molti anni fa ebbi mal al ventre e diarrea. Avvicinandomi alla città ho visto in un cortile molte persone sedute sotto una tettoia di canne di bambù e rami di palma mentre dei giovani erano intenti a scavare una fossa. Mi sono fermato e ho chiesto informazione. Si trattava di un adulto di forse 30 anni. Soffriva da anni ai polmoni. Morì dopo avere vomitato tanto sangue. Ho pregato e benedetto la salma e pure la fossa dove un giovane era ancora intento a scavare. I giovani avrebbero voluto che facessi un'offerta per aiutare la veglia funebre. La mia risposta era pronta. Ringraziate Dio perché non vi manca la salute  e la natura è generosa. Tante sorti di piante e verdure crescono con  poca fatica. E' una vergogna chiedere aiuto al padre, anzi si dovrebbe fare una offerta al padre che è là per istruire e incoraggiare tutti a vivere  con onestà e generosità la vita anche verso chi è debole o handicappato. Quindi dopo uno scambio di battute sono ripartito.
Lunedi 22 febbraio. Sabato mattina sono partito dopo una violenta pioggia. Dopo tre ore di viaggio cioè a mezzogiorno sono arrivato nel villaggio, Dila. Si trova dopo 10 km di savana per un sentiero, trasformato in un canaletto e  che un tempo era una strada per camion. I cortili della gente lungo il percorso erano rari. Per alcuni tratti il sentiero era quasi invisibile a causa delle erbe alte più di un metro. Mi davano fastidio alla faccia, agli occhiali. Il rumore della moto al mio arrivo ha attirato veloci i vicini della chiesetta. Due maestri mi hanno mostrato i tre pietosi edifici in paglia della scuola elementare. Non posso accettare di aiutare una scuola dove i genitori non si interessano di aiutare al funzionamento della scuola. Molti adulti non sentono il bisogno di avere una scuola. Mandano volentieri i figli alla classe ma non si interessano di dare un centesimo ai due insegnanti che non ricevono nulla dallo Stato. Invece di dare soldi potrebbero collaborare facendo il campo agli insegnanti che danno molto del loro tempo ai loro figli. Ci vorrebbe la forza dell'autorità pubblica per obbligare i genitori a mandare i figli a scuola e dare un contributo. Noi missionari aiutiamo dove vediamo buona volontà.
Lungo il percorso sulla strada principale mi sono fermato più volte a salutare e dare delle informazioni ai cristiani di alcune cappelle. Per esempio vogliamo radunare un gran numero di donne della foresta all'occasione della festa della donna dell'otto marzo. Tre giorni di formazione saranno organizzati al centro. Avevo salutato una donna che voleva andare ad un lutto a piedi lontano 90 km. Non ho potuto caricarla, ero già molto carico.

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